DI UGO PELLINI
7/1/2021 – La storia del Primo Tricolore e della Repubblica Cispadana del 7 gennaio è iniziata con l’ Albero della Libertà, simbolo di libertà contro la tirannide. Il 25 agosto dell’anno precedente infatti i Giacobini reggiani portarono in “Piazza grande” (ora Prampolini), un Gelso che avevano preso nel “prato di Santa Clara” (area dell’ex caserma Zucchi). Lo addobbarono con due bandiere tricolori e un berretto frigio; il giorno dopo lo sostituirono con un alto pioppo dello Stradone (Viale Umberto I) e per tre giorni, intorno a questo albero i reggiani festeggiarono la cacciata degli Estensi, con balli e canti.

Il 7 gennaio 1797 fu proclamata la Repubblica Cispadana e nacque il primo Tricolore. Furono innalzati tanti alberi nelle piazze, “buttati a terra e bruciati” al ritorno degli Austriaci.
Con il definitivo arrivo dei francesi fu realizzato un grande Albero della libertà ottenuto da un “abete lavorato”, questa volta addobbato con le bandiere Cispadana e Francese, con sopra un grande berretto rosso, e collocato su un piedistallo in Piazza. Successivamente su questo basamento fu sistemata la statua del Crostolo, proveniente dalla Reggia di Rivalta; il fregio sull’ originario piedistallo, ancora oggi presente, dovrebbe essere restaurato.
Per rivivere la storia del primo Tricolore sarebbe anche opportuno mettere in Piazza Prampolini dei cartelli esplicativi di questi fatti e ricollocare un nuovo “Albero della Libertà“.

carlo baldi
08/01/2021 alle 19:40
Certo , sarebbe giusto. Ai 350 giacobini o patriotti o scapigliati che organizzarono il ballo in piazza parteciparono anche 350 poveri, perché ogni giacobino doveva essere accompagnato da un povero.