Ha chiamato il titolare di una rivendita di tabacchi di Montecchio Emilia fingendo di essere un tecnico della Lottomatica che doveva eseguire dei controlli sul sistema operativo del computer, ed è riuscita a truffargli circa 8.000 euro.
E’ successo a Montecchio dove i carabinieri della locale stazione di Montecchio, parziale conclusione delle indagini hanno individuato i tre complici della falsa operatrice della Lottomatica, ovvero coloro che hanno ricevuto nelle rispettive carte postepay ricaricabili i proventi della truffa ammontanti a circa 8.000 euro.
Per questo motivo i carabinieri della stazione di Montecchio Emilia hanno denunciato alla Procura della Repubblica press il tribunale di Reggio Emilia tre napoletani: un 21enne di Acerra, un ragazzo di 19 anni di Somma Vesuviana e un 20enne di Marigliano (NA) per il reato di concorso in truffa.
Sono in corso le indagini dei carabinieri di Montecchio Emilia per risalire alla donna che ha materialmente chiamato il titolare della rivendita di tabacchi del paese facendo effettuare al titolare le operazioni conseguenti a 8 addebiti pari a 966 euro l’uno.
Nello specifico la vittima, un tabaccaio di 55 anni reggiano, denunciava ai carabinieri di Montecchio Emilia che la mattina del 9 luglio scorso mentre era all’interno del suo bar, riceveva una telefonata sulla utenza dell’attività da parte di una donna che, spacciandosi per una dipendente di un call center dell’agenzia “LOTTOMATICA”, chiedeva al tabaccaio di fare alcune operazioni al fine di effettuare un controllo al suo terminale. In questo modo la donna riusciva ad ottenere 8 operazioni di ricarica su tre differenti carte di credito postepay, per un totale di Euro 7.973,28 euro. Le indagini dei carabinieri consentivano di risalire ai complici della falsa operatrice identificati in tre giovanissimi napoletano che avevano ricevuto i proventi della truffa. I tre venivano denunciati alla procura reggiana per concorso in truffa. L’identificazione della donna potrebbe essere questione di giorni. Sono al vaglio le posizioni di alcune donne individuate tra la stretta cerchia di amicizie e frequentazione dei tre indagati.