Fratelli d’Italia, intitolato a Giovanni Gentile il circolo n. 15 del reggiano
Lo ha fondato l’imprenditore Gianluca Tortora, ex ufficiale delle Fiamme Gialle

E’ intitolato al filosofo, pedagogista e politico Giovanni Gentile il quindicesimo circolo di Fratelli d’Italia nel reggiano. Lo annuncia il coordinatore provinciale del partito Alberto Bizzocchi che rivolge un ringraziamento all’imprenditore Gianluca Tortora che è riuscito a mettere insieme una quarantina di adesioni a FdI, un numero sufficiente far nascere il nuovo circolo. Tortora, 49 anni, oggi responsabile delle funzioni di controllo di diversi istituti bancari, è conosciuto a Reggio pe aver comandato tra il 2007 e il 2009 la compagnia della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, dalla quale si è congedato come Ufficiale superiore.

E’ Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza concessa nel 200, direttamente dal Presidente Ciampi.

“Oggi ho visto realizzato un sogno: poter tornare ad essere al servizio della collettività, ruolo che intenderò svolgere ascoltando le esigenze delle persone e promuovendo attività culturali – afferma Tortora, che guiderà “pro tempore” il nuovo circolo – Ispirato dalla figura di Giovanni Gentile, studioso, filosofo e politico, intendo rivolgere la mia attenzione verso il percorso di formazione che attende tutti i giovani e che li porta a prendere gradualmente consapevolezza anche del proprio interesse e partecipazione alla vita politica e delle istituzioni.”

Giovanni Gentile

Giovanni Gentile, padre con Benedetto Croce dell’idealismo italiano, fu il ministro che nel 1923 varò la riforma una celebre quanto longeva riforma della scuola italiana. Docente in diverse università, fu nominato dal Mussolini direttore della Scuola Normale superiore di Pisa. Assertore della libertà d’insegnamento (il metodo doveva scaturire dalla cultura del maestro) e della laicità dello Stato, fu apertamente critico sulle leggi razziali e intervenne più volte in difesa di docenti ebrei come Mondolfo e Arnaldo Momigliano. Il regime fascista gli affidò incarichi e ruoli chiave da protagonista della cultura italiana. Aderì alla Repubblica Sociale e per questo fu ucciso a Firenze, dove risiedeva come presidente dell’Accademia d’Italia, da un gruppo di giovani gappisti nell’aprile 1944. L’esecuzione fu condannata dal Cln, ma non dal Partito comunista, e successivamente anche da autorevoli esponenti dell’antifascismo, come Oriana Fallaci – giovanissima staffetta partigiana di Giustizia e Libertà – secondo cui l’uccisione di Giovanni Gentile fu una “carognata inutile e vigliacca”.

Gianluca Tortora ringrazia il Coordinatore Provinciale Alberto Bizzocchi e tutte le persone con cui si è confrontato e che lo hanno supportato nell’intraprendere questo percorso che accarezzava da tempo.

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