Nella giornata di oggi oltre 140 avvocati avrebbero fatto pervenire le loro mail di Posta elettronica certificata (Pec) al Consiglio dell’Ordine Avvocati di Reggio Emilia, con la richiesta di convocazione dell’assemblea straordinaria, dimissioni della presidente Tinelli e dei consiglieri rimasti in carica, commissariamento e nuove elezioni.
La cifra scaturisce dalle consultazione e dai calcoli di alcuni fra i legali più attivi nelle chat attraverso le quali si è organizzata una fronda senza precedenti all’interno dell’Ordine, e che ha portato già nella giornata di ieri alla decadenza del Consiglio per dimissioni successive, l’ultima delle quali di Franco Mazza, decano degli avvocati reggiani in attività.

La cifra di istanze via Pec avrebbe dunque superato il quorum richiesto dalla legge per la convocazione dell’assemblea straordinaria degli iscritti. Un successo indiscutibile dell’alla dell’Avvocatura che vuole la rimozione della presidente Tinelli, ma che a questo punto ha un significato essenzialmente simbolico e morale, visto che le dimissioni di 9 consiglieri eletti su 15 nel Consiglio (16 compresa la presidente) hanno già determinato la decadenza dell’organismo, aprendo la strada al commissariamento da parte del Consiglio nazionale forense e a nuove elezioni da tenersi al massimo entro 120 giorni.
Va ricordato che a far esplodere la crisi è stato il mancato coinvolgimento del Consiglio su questioni di non poco conto da parte della presidente Tinelli, e soprattutto a proposito dell’audizione della stessa presidente al Csm nell’ambito del procedimento disciplinare aperto a carico del procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini, sia per le chat del 2018 con l’ex coordinatore di Unicost Luca Palamara (espulso dalla magistratura) sia per l’esposto firmato da quattro sostituti su nove della Procura di via Paterlini.
Oggi intanto hanno fatto sentire la loro voce alcuni consiglieri “fedeli” alla presidente, come gli avvocati Fabio Martinelli e Marialaura Terenziani, che esprimono rammarico per la decadenza del Coa e confermano il loro sostegno a Celestina Tinelli.
Il presidente della Camera Civile di Reggio Emilia, l’avvocato Filippo Rasile, ha diffuso una nota dell’associazione dei civilisti reggiani che auspica il ritorno “a un clima più sereno” e ringrazia la presidente Tinelli per il lavoro svolto.
” La Camera Civile di Reggio Emilia, quale associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti reggiani, prende atto con rammarico dei recenti accadimenti che hanno condotto alla decadenza del nostro consiglio dell’ordine degli avvocati.
Il direttivo della Camera Civile auspica un rapido ritorno ad un clima più sereno, nell’interesse primario dell’intera categoria professionale.
Con l’occasione, la Camera Civile di Reggio Emilia ringrazia la presidente avv. Celestina Tinelli e l’intero Consiglio dell’Ordine degli avvocati per il lavoro svolto nonché per il sostegno e per l’attenzione riservati ai progetti della nostra associazione, sia nell’ambito dell’aggiornamento e della formazione professionale che dell’educazione sociale alla legalità”.
Dal canto suo l’avvocato Fabio Martinelli (neo consigliere, decaduto, dell’Ordine) sottolinea “la dedizione, la professionalità e l’esperienza della Presidente Tinelli e dei Consiglieri, che hanno permesso a tutti i Colleghi del Foro di accedere, gratuitamente, ad ogni corso di formazione, organizzato mediante la partecipazione di illustrissimi relatori e riguardanti tematiche e materie di estrema attualità ed interesse comune”.
Martinelli sottolinea “l’impegno profuso ed il risultato ottenuto dal Consiglio, in merito alla valorizzazione ed implementazione degli strumenti di giustizia alternativa, quali l’Organismo di Mediazione, la Camera Arbitrale Forense e l’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento.
Non di minor importanza è stato il lavoro svolto dal Consiglio, in merito allo studio ed alla creazione, di concerto con altri organismi forensi di spicco, dei protocolli per lo svolgimento delle udienze civili ed in materia di diritto di famiglia e minori, innanzi alla Corte D’Appello di Bologna”.