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Come farsi beffe del lockdown
Parrucchiera dribblava i controlli grazie alle soffiate di una dirigente comunale

19/12/2020 – Grazie alle soffiate di una dirigente comunale, una parrucchiera dello scandianese riusciva a dribblare i congtrolli e a lavorare indisturbata nel suo negozio nonostante la chiusura imposta dal primo lockdown di primavera. La dirigente chiacchierona, una signora di 50 anni, è stata così denunciata dai carabinieri della Tenenza di Scandiano con l’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio.

Grazie alle sue soffiate, la parrucchiera faceva trovare il negozio chiuso all’arrivo dei controlli di polizia.

L’indagine ha avuto inizio da una segnalazione che indicava un’anomalia nella conduzione di un esercizio pubblico di parrucchiera, dove invece di rispettare i dettami del lockdown, la professione veniva esercitata in barba ai divieti del Dpcm di marzo.

I prim accertamenti non avevao portato a riscontri. . Tuttavia da approfondimenti e indagini anche di natura tecnica attivate dall’Arma scandianese, si è accertato che almeno in occasione di un controllol’attività era stata trovata chiusa, sebbene prima fosse aperta “clandestinamente”. Ciò in ragione della soffiata ricevuta. A carico della dirigente i militari hanno acquisito evidenti elementi di responsabilità in base ai quali la dirigente è stata deferita alla Procura della Repubblica. Viene da chiedersi quale fosse la tangente, se c’era, per la soffiata: un taglio di capelli, una tinta, un semplice shampoo?

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