Chiusa la falla nell’argine del Panaro
Nonantola in sicurezza. Riaperta la via Emilia
Via alle operazioni per prosciugare gli allagamenti

7/12/2020 –  Alle 8,30 di stamani, dopo 24 ore ininterrotte di lavoro, è stata chiusa la “rotta” di 70 metri sul Panaro che ha provocato l’esondazione del fiume con l’allagamento di una vasta porzione di territorio a nord di Modena, centinaia di sfollati e migliaia di persone isolate ai piani alti delle case, senza luce né riscaldamento. Operazione portata a termine da quattro squadre coordinate dai tecnici Aipo che. con la chiusura della falla nell’argine, hanno messo in sicurezza Nonantola, la cittadina direttamente minacciata dalla piena . In tutto 21 persone, organizzate appunto in 4 squadre, hanno lavorato tutta la notte sull’argine: 150 i camion impiegati che hanno trasportato 4.500 tonnellate di materiali.

“È stato organizzato in tempi record- spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo– un cantiere molto complicato dalla logistica di accesso, dalla forte corrente del fiume e dalle condizioni meteorologiche. Ora le squadre dei tecnici stanno proseguendo i lavori per la sigillatura definitiva dell’argine. Ringrazio Aipo per la tempestività degli interventi che hanno permesso di evitare il propagarsi del problema ad altri territori e di dare un aiuto concreto ai cittadini di Nonantola, la nostra priorità. E un ringraziamento speciale- chiude l’assessore- va alle donne e agli uomini di Prefettura, forze dell’ordine, esercito, enti locali, volontari e operatori dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e Protezione civile, che da due giorni stanno lavorando senza sosta per far fronte a una piena mai registrata finora”.

IL PUNTO

Al momento non risultano variazioni, rispetto a ieri, sul numero delle persone evacuate (circa 300, di cui 30 in albergo e le altre presso parenti).

È già stata completata la rialimentazione di tutte le utenze elettriche di Castelfranco Emilia, mentre a Nonantola sono circa mille quelle riattivate e si sta lavorando alla riattivazione di quelle rimanenti di famiglie e imprese. In tutta la zona, intanto e grazie all’impegno delle Forze dell’ordine, è stato rafforzato il presidio antisciacallaggio.

Fossalta sono partiti i lavori per pulire le strade per poi proseguire con le abitazioni. Le operazioni sono svolte a cura del Comune, con il supporto della Regione. Riaperta poco dopo mezzogiorno la via Emilia.

L’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile, di concerto coi Vigili del Fuoco e i tecnici del Consorzio della Bonifica Burana, sta definendo l’attuale scenario degli allagamenti con la relativa perimetrazione: un’operazione fondamentale per liberare il prima possibile dall’acqua il territorio. L’obiettivo è sperimentare l’utilizzo della rete di bonifica, particolarmente fitta nella zona interessata, e favorire così il deflusso delle acque. Volontari saranno all’opera per verificare la tenuta dei canali e dei punti di pompaggio a valle, a Sant’Agata Bolognese e a Crevalcore, dove sono già stati portati sacchi di sabbia da utilizzare in caso di necessità.

Al tempo stesso, l’Agenzia regionale di Protezione civile sta organizzando la pulizia delle aree già libere da affidare a squadre composte da personale dei Vigili del FuocoEsercito volontariato – compresa la squadra arrivata dal Piemonte e composta da 36 uomini e donne specializzati con motopompe – con l’obiettivo di accelerare al massimo i lavori e assicurare l’efficienza delle operazioni, per un rapido ripristino della normalità. E da domani a questi si aggiungeranno 14 squadre dalla Lombardia, mentre il Veneto ha dato disponibilità a inviarne, sempre domani, altre 15-20.

Una volta ripulite le abitazioni, i cittadini potranno depositare rifiuti sul suolo pubblico all’esterno delle proprie abitazioni e i gestori dei servizi si occuperanno del ritiro. I rifiuti elettrici e tecnologici (elettrodomestici, ecc) dovranno essere separati dagli altri rifiuti.

Infine, per quanto riguarda la mobilità, sono stati appena riaperti due ponti sul Secchia – Bacchello e San Martino -, oltre la Via Emilia a Fossalta, dopo i controlli di Anas.

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