21/6/2019 – La maxi inchiesta della Procura di Reggio Emilia su appalti e incarichi “pilotati” del comune di Reggio Emilia, riguarda anche l’autofficina Corradini, detta scherzosamente il Mastro Titta di Reggio Emilia, che da 28 anni gestisce la rimozione auto per conto del Comune, e per la quale sono indagati i titolari della Corradini, insieme all’avvocato del comune Santo Gnoni e il dirigente del settore appalti Montagnani. In proposito i 5 Stelle ricordano un transazione con 960 mila euro pagati dal comune a favore della ditta e prelevati dall’avanzo di amministrazione del bilancio 2016: transazione con aspetti poco chiari – denuncia oggi la consigliera Paola Soragni – tanto che il gruppo 5 Stelle votò contro.
Ecco come l’avvocato Soragni ricostruisce la vicenda: “In data 17 maggio 2015 presentai un accesso agli atti al sindaco di Reggio per ricevere copia “degli atti, contratti, osservazioni, pareri e bandi relativi all’affidamento del servizio di rimozione delle auto, concesso a autofficina Corradini, con sede in Reggio Emilia, via Lincoln n. 1/ B, a far data dal 2013 ad oggi”.
Invece di consegnarmi documenti, venni convocata dal responsabile dell’ufficio legale Santo Gnoni (attualmente indagato) che mi mostrò dei documenti di causa”
Aggiunge la consigliera che “l’allora capogruppo del Movimento 5 Stelle Alessandra Guatteri ha ricordato che nel 2016 saltò fuori che esisteva un contenzioso milionario tra il Comune e la suddetta officina.
Una delibera di giunta ne stabiliva la transazione. Autofficina Corradini vantava un credito di 2,1 milioni di euro con il Comune per la custodia di veicoli abbandonati. Il Comune ne propose 950.000 euro + IVA a fronte del fatto che Autofficina Corradini si accollasse l’IMU non versata della società Immobiliare 5 Effe per 625.000 euro. Una vicenda che aveva punti non chiari. Anche l’approfondimento in Commissione lasciò molti punti di dubbio”.
Il 25 luglio 2016 – conclude Soragni – “quando in Consiglio Comunale passò la delibera per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, che applicava 960.000 euro di avanzo del 2015 per il pagamento di detta transazione, il Movimento 5 Stelle votò contro”.
Ivaldo
21/06/2019 alle 18:56
Gli altri Gruppi Consiliari come votarono?