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Un ballottaggio deciso dalle astensioni e dall’alleato involontario di Vecchi

DI PIERLUIGI GHIGGINI

10/5/2019 – Si parlerà della nuova giunta di Reggio Emilia solo dopo il ritorno del sindaco rieletto Luca Vecchi da una settimana di vacanza annunciata ieri sera durante le dirette tv per il ballottaggio. Vecchi, rieletto al secondo turno (è la prima volta che succede a Reggio) con 38.075 voti pari 63,31%, contro i 22.061 voti (36,69%) di Roberto Salati, ha detto che la nuova Giunta sarà sotto il segno della continuità, visto il positivo risultato conseguito, ma dovrà esprimere anche elementi di novità perchè, dato che cambiano i tempi, deve cambiare qualcosa anche nell’azione della Giunta: ad esempio, si dovrà “alzare l’asticella” rispetto alle questioni ambientali ed ecologiche.

Luca Vecchi festeggia la vittoria, accanto a lui Pierluigi Castagnetti

E’ la gloriosa formula del “rinnovamentoo nella continuità” (che ha sempre funzionato), da inserire però in un approccio – così ha detto Vecchi – “non settario” dell’azione di governo. Segno che persino lui sente il bisogno di meno settarismo, forse alla luce del dilagante astensionismo che ha fortemente indebolito anche il centro-sinistra in termini assoluti.

Sul fronte opposto, Roberto Salati non nasconde la sua delusione per il risultato: “A mio parere la cittadinanza ha perso un’opportunità. Questo ballottaggio aveva aperto la possibilità di un ricambio al governo di Reggio, quanto mai necessario dopo 74 anni, un ricambio anche per restituire quella trasparenza nell’attività amministrativa che è mancata in questi anni”.

Nondimeno Salati, neofita della politica gettato nella mischia dall’onorevole Vinci senza un allenamento adeguato, può ritenersi soddisfatto del risultato personale conseguito: lasciato solo o quasi, il candidato del centro destra è cresciuto progressivamente sia in termini di proposte programmatiche, sia nella capacità di rapportarsi con i cittadini. Ora in consiglio comunale dovrà decidere se fare il capogruppo della Lega o fare per sè, che è l’ipotesi più probabile, in coerenza con la rivendicazione di una identità civica ribadita in modo martellante durante la campagna elettorale.

Resta il fatto che in questa campagna i partiti del centro destra, in varie gradazioni, hanno messo in luce debolezze organizzative e politiche senza precedenti (Forza Italia non è riuscita neppure a mettere insieme 32 candidati) che hanno pesato non poco nella campagna di Salati. Per contro Luca Vecchi ha potuto spendere somme importanti (compresa la pre-campagna “Reggio ci sa fare” con i soldi pubblici), ha saputo costruire l’alveare delle liste pseudo civiche a suo sostegno, e ha potuto contare sulla macchina da guerra propagandistica messa in modo dal Pd soprattutto durante il ballottaggio.

Se dunque da oggi il Pd a Reggio a davanti a sè altri cinque anni di vacche grasse, mentre per le opposizioni (5 Stelle e Rubertelli comprese) la traversata del deserto si preannuncia lunga e sempre con le borracce agli sgoccioli (grazie al fatto che il sindaco Vecchi può contare su una maggioranza di 20 consiglieri su 32 in Sala del Tricolore) nondimeno da queste elezioni comunali Luca Vecchi e il Pd, sono usciti molto più deboli di prima.

L’astensionismo a Reggio ha superato il 50%, tanto che il sindaco al ballottaggio ha perso 2.168 voti rispetto al prima turno (da 40.243 a 38.075) e Salati ne ha lasciati per strada 1.055, da 23.116 a 22.061. Ciò significa che l’astensionismo ha mitragliato alla cieca, al punto che entrambi i candidati non sono riusciti nemmeno a mantenere i suffragi ottenuti al primo turno. Alla fine il risultato è che il sindaco Vecchi è stato eletto con i voti del 30,47% del corpo elettorale (oltre 124 mila aventi diritto al voto), vale a dire da una netta minoranza di cittadini. E ciò non può non costituire un elemento di seria preoccupazione.

E’ vero che il fenomeno dell’astensionismo ai ballottaggi è generale, tuttavia nella città del Tricolore si è manifestato con maggiore acutezza attraverso uno dei dati peggiori del Nord Italia e il peggiore in Emilia Romagna tra le città capoluogo. Segno di una ondata di sfiducia verso partiti e movimenti nella quale si manifestano in modo evidente particolarità locali.

Ma in conclusione, se Vecchi è molto più vulnerabile di prima, il più colpito dalla diserzione delle urne è stato Salati, fra l’altro vittima designata del non expedit dei 5 Stelle, che forti di una decisione generale, non hanno dato indicazioni di voto per il ballottaggio e hanno finito così per assumere il ruolo di alleato occulto non dichiarato, e apparentemente involontario, del vincitore al secondo turno. Vedremo se è stato un caso, o piuttosto un esperimento in vista di un ipotetico avvicinamento – di cui si vocifera – tra M5S e Pd a livello nazionale.

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4 risposte a Un ballottaggio deciso dalle astensioni e dall’alleato involontario di Vecchi

  1. Veg Rispondi

    10/06/2019 alle 19:42

    Panza mia fatti capanna….:(
    è giù di ciccioli…;(

  2. Fausto Poli Rispondi

    10/06/2019 alle 22:18

    Beh, certamente il Pd vincera’ sempre qui a Reggio Emilia. Salati avra’ il suo incarico in comune. Ma cio’ che conta e’ la buona amministrazione.

  3. Vercingetorige Rispondi

    11/06/2019 alle 12:02

    Se candidi una coalizione di centrodestra che sembra uscita dal Muppet Show con ragazzette che sembrano uscite dalle ausiliare della Repubblica di Salo’ come fossimo nel 1946 e fanno un favore alla sinistra con le loro piazzate, un candidato a sindaco generoso e simpatico ma che non sa nulla della città e di battaglie sociali portate avanti da anni da chi fa vera opposizione, gente della lega che non ha fatto nulla in consiglio comunale, candidati che in preferenze ne prendono meno dei candidati 5 stelle e di altre liste..una inesistente Forza Italia…puo’ andarti bene al primo turno con la spinta nazionale di Salvini e solo per quello….ma tutto nel centrodestra era programmato sin dall’inizio per far rivincere Vecchi. Tutto. Con Vecchi che ha fatto eleggere ex forzisti come la Sidoli nei radicali…
    del resto da anni inciuciano…tutti…

  4. Informatja Rispondi

    11/06/2019 alle 12:17

    Caro direttore,
    tra tante cavolate dette da Vinci ora mancava pure la sua analisi totalmente sballata? Vede contatti 5 stelle – pd inesistenti. Lei sta dicendo che 20.000 elettori al secondo turno stanno a casa teleguidati da chi? dal Movimento 5 Stelle e Alleanza Civica che avevano lasciato libertà di voto? E se riguarda la pagina dei 5 Stelle hanno attaccato Vecchi nelle ultime due settimane anche quando erano fuori dal ballottaggio. Non faccia torto alla sua intelligenza. Se Salati e il centrodestra fossero stati convincenti avrebbero preso i voti. Ma non lo erano affatto. E la gente è stata a casa perchè amministrare una città non è un derby calcisitico con le tifoserie scatenate. Se devo dare in mano la città a persone che nulla hanno fatto in questi anni gli elettori se ne stanno a casa. Salati non ha confermato neanche i voti del primo turno. Ne ha persi 1.000. Colpa di Rubertelli e Ognibene e del grande complotto?
    Il centrodestra a Reggio non vincerà mai. Perchè vive nel passato con personaggi poco rappresentativi. Buone celebrazioni repubblichine con Tadolini, il centrodestra reggiano andrà lontanissimo. E’ il miglior alleato di Vecchi. Da sempre.

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