7/5/2019 – Confcooperative avvia la “conta dei danni” causati dall’eccezionale ondata di maltempo che domenica, in particolare, ha colpito con copiose nevicate la zona appenninica e con intense piogge la restante parte del territorio.
“Le prime ricognizioni – sottolinea Alberto Lasagni, responsabile delle coop agricole e agroalimentari di Confcooperative – parlano di un allettamento dei frumenti e dei foraggi che rischia di comprometterne seriamente l’utilizzo, ma anche di danni che possono aver subito le semine primaverili, che probabilmente dovranno essere rifatte”.

“La neve copiosa e pesante – prosegue Lasagni – ha provato duramente la montagna reggiana, dove gli agricoltori perderanno il taglio dei foraggi freschi e non si sa se e quando potranno procedere agli sfalci per il primo fieno, che è il più abbondante”.
“Solo nei prossimi giorni, quando il manto nevoso si sarà sciolto – osserva il responsabile delle coop agricole e agroalimentari di Confcooperative – sarà possibile una reale stima dei danni a carico del sistema zootecnico, e per questo abbiamo invitato agricoltori e cooperative a segnalarci scrupolosamente le situazioni che si andranno a determinare, includendo nelle valutazioni anche quanto potrà accadere per allagamenti, frane e danni alle colture arboree”.

“La situazione che si è venuta a determinare – aggiunge l’esponente di Confcooperative – è sicuramente grave, ma le conseguenze del maltempo non sono certo esaurite né stimabili in modo attendibile in questo momento”. “Per questo – conclude Lasagni – abbiamo chiesto la collaborazione delle nostre imprese e dei loro soci, affinchè si possano finalizzare al meglio le richieste di interventi pubblici di sostegno al sistema agroalimentare locale, valutando sino in fondo qui danni che – come nel caso dei foraggi per l’alimentazione delle bovine da latte per il Parmigiano-Reggiano – rischiano spesso di essere sottovalutati”.
Anche il direttore di Coldiretti Reggio Assuero Zampini parla di situazione per le coltivazioni di cereali e di foraggio: si prospettano perdite di quantità e aumento dei costi per la raccolta.

«In pianura le precipitazioni, che si aggirano circa intorno ai 50 millimetri – riferisce Zampini – attenuano i problemi derivanti dalla carenza idrica salvando vigneti e frutteti dalla necessità di irrigazioni anticipate. Ciò che preoccupa maggiormente per l’agricoltura di pianura è l’allettamento del grano che per il vento e la violenza delle precipitazioni si è sdraiato, così come per il foraggio per quale saranno più difficoltose le operazioni di raccolta. Le temperature sono previste in risalita per cui il pericolo gelo dovrebbe essere scongiurato. I monitoraggi eseguiti ieri nei frutteti e nei vigneti la temperatura non è mai scesa sotto i 2 gradi».

Da monitorare, dunque, principalmente nel zone appenniniche, – comunica la Coldiretti di Reggio Emilia – gli effetti nelle campagne dell’ondata artica di maltempo e neve con l’arrivo del vortice polare che colpisce la regione dopo un inverno caldo e siccitoso che ha fatto registrare temperature di 0,40 gradi superiori alla media storica e 1/3 di pioggia in meno sulla Penisola.
L’eccezionalità degli eventi atmosferici – sottolinea Coldiretti – è ormai diventata la norma e si manifesta con una più elevata frequenza di sbalzi termici significativi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al freddo. Le anomalie climatiche, con il ripetersi di eventi estremi sono costate all’agricoltura dell’Emilia Romagna oltre 2 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola regionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.