Archivi

Mutuo sociale e orizzonte emiliano-tirrenico
“Un cambio di passo anche per Scandiano”

di Alessandro Nironi Ferraroni

Caro Direttore,

domenica 26 maggio, a Scandiano, come in tanti Comuni della Provincia, i cittadini saranno chiamati a votare per il rinnovo delle amministrazioni locali. Amministrazioni, appunto, perché ciò che gli eletti saranno chiamati a fare è amministrare l’Ente nella quotidianità. Questo significa mettersi innanzitutto con umiltà a servizio della gestione degli interessi concreti dei cittadini (manutenzione delle infrastrutture, servizi educativi e sociali, promozione delle attività culturali, solo per citarne alcuni), studiando i temi che non si conoscono, perché amministrare è il contrario di improvvisare.

Non si amministra con gli slogan. Viene da sorridere quando si leggono proposte da portare nei consigli comunali che già farebbero fatica a trovare spazio nelle aule del Parlamento! Di solito queste invettive accese si tramutano poi in clamorose scene mute nei banchi consigliari.

Amministrare è ben altra cosa, è innanzitutto sporcarsi le mani con la nuda e cruda realtà degli affari correnti, con bilanci, regolamenti, portando dentro le Istituzioni i propri valori, le proprie idee, i propri sogni, i propri progetti, ma nell’interesse di tutti, nessuno escluso.

Non si amministra contro qualcuno ma per tutti, per la collettività e spesso le buone idee non hanno e non devono avere una bandiera politica.

Progetti e idee, anche ambiziosi, perché dobbiamo rialzare la testa: non si vive di sola gestione corrente ma – e soprattutto – anche per raggiungere obbiettivi sfidanti. Per farlo occorre provare a cambiare, occorre portare aria nuova. Occorre ad esempio affermare il ruolo centrale della cultura, intesa in senso lato, come strumento di crescita economica e personale, sia individuale che collettiva.

Penso alla mia Terra, a Scandiano.

Vorrei che recuperasse con consapevolezza il suo ruolo, innanzitutto geografico, di porta privilegiata di accesso al medio Appennino reggiano. Scandiano, e così tutta la nostra Provincia, deve creare rete con i territori che culturalmente le sono da sempre affini. Con il peso della sua economia e della sua storia deve agire da assoluta protagonista nell’area vasta che si articola lungo la dorsale Tirreno-Brennero (Piacenza, Parma, Mantova/Cremona, Reggio Emilia, Modena, parte della Garfagnana, la Lunigiana, Massa e Carrara e buona parte della Provincia di Spezia), deve essere regista di un cambio di marcia, di una spinta forte verso l’arteria pulsante di questo corridoio culturale e commerciale già riconosciuto in ambito europeo. Il nostro orizzonte è sempre stato quello dell’Emilia Appenninica, non quello romagnolo!

Alessandro Nironi Ferraroni

Se non cogliamo questa opportunità Scandiano, e così tutta la Provincia, sarà per sempre ai margini: dell’asse bolognese, come già è, di quello lunense, come rischia di essere, a breve. Ci sono infatti mille ed una occasioni di sinergie con queste aree perché mille ed una sono le affinità date da una storia plurisecolare di condivisione. Sono davanti ai nostri occhi, siamo noi che spesso non riusciamo a vederle.

La Madonna della Ghiara, della cui Basilica è appena iniziato il Giubileo, è la veneratissima Madonna di Reggio di Fivizzano e della Lunigiana, non certo di San Mauro Mare. Modena e Reggio, e così Scandiano, sono state un tutt’uno con la Garfagnana e Massa e Carrara più di quanto lo siano state e lo siano con Bologna.

Territorio scandianese, il sentiero Spallanzani

Sinergia culturale significa anche sinergia commerciale; significa, ad esempio, mettere in rete il comparto fieristico e creare nuove opportunità per i nostri cittadini, anche lavorative. C’è un mondo che ci aspetta al di là del piccolo orizzonte nel quale ci siamo ripiegati. È il nostro mondo, quello dei centri di piccole e medie dimensioni; è la patria del “borgo” quale comunità di vita e tradizioni, vera struttura portante della nostra terra, del nostro modo d’essere, è la prospettiva della riscoperta delle antiche vie di comunicazione (Via del Volto Santo, Via Francigena e sue varianti locali reggiane, Via degli Abati …), dei Parchi (trai quali in un futuro prossimo, mi auguro, anche il Parco fluviale del basso corso del Tresinaro) e dell’inserimento in un filone di sviluppo turistico vivo e vitale.

Questo è l’orizzonte emiliano-tirrenico!

Progetti ambiziosi non solo culturali/ambientali ma anche sociali.

Senza un tetto, lo sappiamo, non può esistere nessuna famiglia. La Scandiano del futuro vorrei che diventasse il motore propulsivo del progetto mutuo sociale in Regione. Ma che cosa è il mutuo sociale? In estrema sintesi, utilizzo dei terreni demaniali e di enti pubblici per realizzare edifici ecosostenibili grazie all’intervento di un Ente regionale senza scopo di lucro che dovrà essere costituito appositamente. Vendita al prezzo di costo di queste case a famiglie non proprietarie (selezionate tramite rigorose graduatorie) con la formula, appunto, del mutuo sociale: una rata di mutuo senza interesse, che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione che non sia frutto di dimissioni volontarie. Nessuna speculazione in nessuna direzione: nessun ricarico e proprietà vincolata.

Caro Direttore, concludendo, posso davvero dire di riconoscermi nella provocatoria frase di Leo Longanesi: “sono conservatore in un Paese in cui non c’è nulla da conservare”. Buon voto a tutti.

Condividi:

Una risposta a 1

  1. Fabiola Ganassi Rispondi

    24/05/2019 alle 22:17

    Grazie, Alessandro,
    Per il tuo impegno e le tue proposte lungimiranti. Scandiano hha bisogno di te!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *