di Francesco Fantuzzi *
22/5/2019 – L’Assemblea di bilancio di Iren ha approvato un ricco compenso all’amministratore delegato Bianco, altrettanti ricchi dividendi per i propri soci e rinnovato il Cda a quattro giorni dalle elezioni, aumentando il numero di consiglieri da 13 a 15 componenti, senza accogliere la mia proposta di mantenere invariato il costo complessivo e di garantire più posti al genere meno rappresentato. E ha erogato 9,5 milioni di sponsorizzazioni, in decisa crescita rispetto allo scorso anno, nonostante da anni i Piccoli azionisti pongano la questione in assemblea, ritenendola scelta non in linea con le previsioni dello Statuto dell’azienda.

Margini in crescita, utili e dividendi e non hanno tuttavia tacitato i dubbi sollevati non soltanto dal sottoscritto sulla ripresa dell’aumento dell’indebitamento, tornato a oltre 2,45 miliardi, del costo del debito stesso (2,8% sul fatturato, in aumento rispetto allo scorso anno), di una Relazione sulle Remunerazioni che prevede per i premi all’Amministratore delegato parametri troppo poco legati all’indebitamento complessivo e agli oneri finanziari prodotti dal medesimo.
Non è tutto oro quello che luccica, dunque.
E restano i dubbi di fondo su un gruppo da 4 miliardi di fatturato che è pubblico per aumentare le poltrone, ma privato per aumentare i compensi e le bollette.
*Piccolo azionista Iren
Natalino Wertmuller
23/05/2019 alle 15:52
Le poltrone sono scelte bene: nomi altisonanti, che a Reggio fanno ridere i polli e gli ex frequentatori di discoteche anni 90. Speriamo solo che si limitino a prendere il compenso, senza arrecare danni.
Susanna
24/05/2019 alle 13:36
e’ il famoso ” SISTEMA MISTO PUBBLICO PRIVATO”
Fausto Poli
31/05/2019 alle 19:44
Magari bollette meno care….