6/4/2019 – Erano stati sospesi, ora sono stati licenziati. I comuni hanno tolto la divisa e mandato a casa la comandante del corpo municipale della Val d’Enza Cristina Caggiati, l’ex vicecomandante Tito Fabbiani (sino al 2017 delegato sindacale della Cgil) e la sua compagna Annalisa Pallai che andranno a processo davanti al giudice di Reggio Emilia a fine maggio, e per i quali il pm Valentina Salvi ha chiesto il giudizio immediato.
Fabbiani deve rispondere di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato e mobbing. La comandante Caggiati invece e imputata di abuso d’ufficio in concorso e di omessa denuncia. Lo scandalo della Municipale Val d’Enza ha diverse sfaccettature, ma la vicenda piùsconttate riguarda dell’acquisto del suv Mazda, costo ventimila euro a carico dei comuni, usato da Fabbiani e Pallai come l’auto di famiglia.
Secondo le accuse della Procura Fabbiani e Pallai avrebbero gestito il corpo come fosse di loro proprietà al punto che la sede del comando veniva chiamata ironicamente, all’interno del corpo, “casa Fabbiani”.

La decisione del licenziamento è stata comunicata oggi dal sindaco da Cavriago Burani a nome dei colleghi della Val d’Enza. Burani ha parlato di un “provvedimento pesante e doloroso commisurato alla gravità dei fatti che continuano a destare rammarico e sconcerto”.
I sindaci hanno già manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile. Di sicuro il licenziamento ha l’effetto di far passare in secondo piano le responsabilità politiche delle amministrazione che evidentemente erano in tutt’altre faccende affaccendate e non si erano accorte di una situazione diventata insostenibile all’interno del Corpo della Municipale. Comunque Burani non si ripresenterà e proprio oggi ha salutato i cavriaghesi e la giunta con un bilancio di fine mandato.
fausto Poli Taneto
06/04/2019 alle 21:47
Penso che sia alla fine importante rendersi conto che queste, chiamate “personalita’ ” abbiano fatto del male agli stessi che li hanno votati. Cioe’ gli stessi “fessi” cittadini che credono sempre nelle giunte monocolore che da
diversi lustri gavernano e spadroneggiano.Me ne infischio del colore politico, io vorrei un’amministrazione e un’unione distante dagli interessi sporchi. Purtroppo i magistrati, al 70% monocolore anche stavolta non hanno gradito questi abusi. Dalla rassegna stampa si evince che qualcosa si sta muovendo. Rispetto ad altri paesi siamo piu’ evoluti nella tecnologia, ma purtroppo siamo all’eta’ dei cavernioli per un’amministrazione che e’ come lo scola pasta. Anche quest’anno le tornate elettorali non faranno cambiare molto nei cittadini il pessimismo, e si prevedono molti astensionismi. Io credo che qui cambiera’ poco perche’ il clientelismo ha sempre vinto. I soldi raccolti dai partiti hanno preso altre strade e non sono rimaste sul territorio come da sempre del resto. Io penso di non provocare nessun lettore o la redazione stessa. Mi augurerei invece che i soldi spesi in tasse possano servire aqualcosa. Io vado alla bottega o al market, e lo scontrino a volte dichiara cosa pago in tasse. Ma quei soldi dove cacchio finiscono ?
Far from
07/04/2019 alle 09:46
Gentilissimo Signor Fausto, è sempre ‘lucido’ leggerla.
Lei non ha ‘il prosciutto sugli e dentro gli occhi’, e questo per un reggiano/a fa la aurentica differenza. 😉
Forse che i ‘cittadini fessi’ siano mossi -in realtà- inside (dentro) essenzialmente&sempre dall’ appettibile’affettato’ ?
Ha presente il ‘materialismo del perbenismo’ ?
Ecco; quello per esempio.
Esiste ‘il monocolore’ come del resto esiste il ‘mono-paraculo’; specie assai diffusa nella bassa reggiana, e come lei scrive, purtroppo da diversi lustri. Esiste a Reggio una crassa e grassa ignoranza alla base dell’arricchimento (nel tempo enorme e sproporzionato, in senso democratico e sociale, badi, a dispetto della propagandata ‘teoria’..) economico.
Anche gente acculturata, insospettabili professionisti, si vende e si sono venduti, al ‘miglior offerente’, prescindendo dall’onestà e da quelli che una volta erano i valori etici della società contadina, basati sul rispetto delle persone e della Natura in primis. Non hanno saputo conservare nemmeno quella grandissima risorsa culturale degli avi, forse addirittura ‘vergognandosene’, i coglioni.
Lo ‘scola pasta’ è di plastica, probabilmente quella tossica prodotta e venduta sul mercato d’importazione, come spesso lo diventa anche il cervello e la vita di questi ignobili coglioni che invece pensano solo a ‘far bella e grassa figura’.
Si rallegri Fausto ; lei è diverso.
I miei più cari auguri di buona vita a lei e famiglia.
Fausto Poli
07/04/2019 alle 14:48
Grazie Sig……. che non conosco. Magari e’ una eminente personalita’ ma visto che io ci metto il nome, se ci mettesse pure il Suo….. Beh anche su facebook a volte ottengo delke condivisione. I like it. Ma purtroppo in uno Stato divorato dalla buricrazia, e’ piu’ facile fare business su assi estero su estero. Grazie ancora per il complimento. Io riporto semplicemente quello che verifico esserci di sbagliato. I modelli amministrativi che funzionano ? Troppo semplice farne un copia incolla. Siamo quel che leggiamo e vediamo e ascoltiamo. Ostellino ha scritto un libro. ” stato canaglia” che se potessero avrebbero gia’ bruciato pure la casa editrice. Dice che lo Stato utaliano e’ conservatore. Infatti ha ragione. Immagino quanti miliardi lo Stato incassi e quanta poca considerazione nutra nrll’ elwttore italiano. Io seguo molto di piu’ dal web il mondo. E a parte noi va molto bene. Si tratta di organizzare, e onestamente. Fortunatamente gli italiani hanno una buona percentuale di ottimi managers e teste per affrontare nuove sfide sui mercati. Fortuna ha voluto che dalle maestranze della Lombardini e delle Reggiane, sia nato un tessuto di artigiani che hanno invaso il mondo di reggianita’. La atessa cosa per altre zone del fu bel paese. Mi rallwgra il fatto che pure a Dubai si parla reggiano e non per meriti di qualche poetaborse. Gia’ tanti italiani con folgaranti intuizioni se ne sono andati oltre confine, mentre chi e’ rimasto ha ancora un pizzico di nazionalismo nel taschino. Vivo a Taneto e vedra’ per il 25 aprile quanta propaganda prosopopeistica in favore di una politica grottesca e manipolatrice. Invece di aprire i rubinetti per tante opere come una sistemazione definitiva ai ponti, si chiacchiera perche’ e’ giusto bloccare tutto e far finta di litigare.
Far From
10/04/2019 alle 12:00
Gentile Fausto,
spiace deluderla.. non sono affatto una eminente personalità ma senz’altro ho una personalità eminente :D, tanto da farmi allontanare, non appena ho potuto farlo, da lì’ (dove ho i natali).
Ho scelto da sempre di non stare su fb e oggi come oggi il più lontano possibile da ogni altro social (o cosiddetto tale..).
Sa.. ma a me l’essere strumentalizzata e controllata pilotata, in senso comunicazionale&interpretativo mi sta estremamente stretto.
Con questo, ugualmente la rete la consulto spesso e volentieri, cercando di seguire svariati argomenti di mio interesse, trovando ottime fonti di informazioni e buoni spunti di interazione. Sicuramente la ‘reggianità migliore’ è in tutto il mondo..basta pensare anche ai Maramotti, oltre quelli di cui fa accenno lei, per esempio.
Nelle sue conclusioni scrive proprio di quello che di Reggio non ho mai sopportato e oggi, che siamo nel 2019, assistere ancora a questi spettacolini di quart’ordine con pubblico plaudente mi farebbe solo venire la gastrite.
Lontana da lì sto benissimo e la mia salute è migliorata.
😉
Ogni tanto la leggero’ molto volentieri qui dall’amico carissimo Pierluigi, che non ho mai smesso di seguire, anche per affetto.
E scusi se non metto il mio nome (me ne intendo io di roghi..sapesse..).
;))
Giovanni
10/08/2019 alle 22:01
Adesso a gabbiani gli fanno una verza che se la ricorda fin che campa e paga il fio delle sue malefatte. Vessare i colleghi..
Scroccare a destra e a manca .. te ne ricordi fin che campi. Tu e la pallai. Ma la Cagliari cosa faceva oltre non vedere nulla?