4/3/2019 – Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato – con 17 voti favorevoli (Pd e Articolo 1-Mdp), 9 voti contrari (Forza Italia, Alleanza civica per Reggio Emilia, Movimento 5 Stelle e Gruppo Misto) e un astenuto (Sinistra Italiana) – il conferimento di capitale in Stu Reggiane – la società di scopo presieduta dall’ex ministro prodiano Giulio Santagata, amministratore delegato Luca Torri – per 1,5 milioni di euro, previsti e stanziati con delibera di Bilancio 2019 del Consiglio comunale, nell’ambito dell’attuazione del del programma Reggiane/Santa Croce finanziato dal Bando periferie.

Il comune continua a sganciare grosse somme alla Stu, che questa volta arrivano dalla vendita di azioni Iren non vincolate al patto di sindacato, ma senza che vi sia un progetto unitario di recupero e reinsediamento delle ex Reggiane (dove un passetto dietro l’altro sta sorgendo un polo tecnologico di ridotte dimensioni), anche a causa della situazione complicata dell’enorme complesso industriale abbandonato, di proprietà della Fantuzzi immobiliare srl, e interamente ipotecato dalle banche. Tant’è vero , come ha riferito l’assessore al bilancio Daniele Marchi, una parte della somme in ballo è già stata anticipata da Stu per la chiusura degli accessi all’area ex Reggiane, che comunque continua ad essere frequentata da senza tetto e anche irregolari e spacciatori (anche se molto meno di prima grazie ai continui controlli delle forze dell’ordine).

Dunque il milione e mezzo, ha detto l’assessore al bilancio, come riferisce il resoconto diffuso da palazzo Civico “va a copertura delle spese anticipate e in buona parte già sostenute da Stu Reggiane spa, come previsto dalla specifica convenzione con il Comune di Reggio Emilia ed essendo la partecipata il soggetto attuatore del Pru, in relazione a specifici interventi all’interno del complesso industriale dismesso”.
Vi è appunto compresa “l’esecuzione, in luogo della Fantuzzi immobiliare srl, delle spese per l’adozione delle misure di sicurezza necessarie a precludere l’accesso indiscriminato all’interno degli immobili situati tra via Agosti, viale del Partigiano e il sedime della rete ferroviaria, al fine di ridurre i rischi per l’integrità fisica delle persone e per la sicurezza urbana.
“La somma servirà inoltre per il finanziamento di investimenti a beneficio dell’intero ambito di riqualificazione. Fra queste, l’estensione delle aree di verde pubblico e delle infrastrutture per la mobilità del comparto al fine di migliorare l’accessibilità al quartiere; la bonifica e messa in sicurezza di immobili; l’implementazione dell’impianto antincendio del Tecnopolo, la realizzazione di una vasca di laminazione delle acque piovane”.
La Presidenza del Consiglio dei ministri ha formalizzato l’aggiornamento della Convenzione: “l’aggiornamento sblocca definitivamente le opere già programmate, pur con alcune complicazioni”, ha detto Marchi. Ad esempio “sul piano finanziario, non verrà più erogata l’anticipazione del 20% inizialmente prevista, così come le economie in sede di gara verranno trattenute al livello centrale e non più lasciate ai territori”. Ma a Reggio, ha ammesso alla fine Marchi. non vi saranno le temute “complicazioni”.
carlo baldi
05/03/2019 alle 09:37
Avrei agito diversamente: 1) acquisire l’intera area in accordo con le banche che hanno l’ipoteca ” 2) Concorso internazionale per la sistemazione complessivo dell’area Reggiane ( costo max 60.000 euro già sperimentato altrove) 3)assegnazione in diritto di superficie o in affitto a imprese e università che intervengono con laboratori di ricerca, con specifica convenzione precisa 4) gestione unitaria del complesso da parte dell’organismo pubblico che promuove l’intervento( promozione, servizi, conferenze ecc. ) La realizzazione complessiva , a mosaico, si realizzerebbe gradualmente ma in disegno unitario. Diventerebbe così’ la Città delle Scienze. Evitiamo interventi confusi con miscellanee varie ( vedi VVFF!)
Collegamento poi col centro storico mediante viadotto sulle ferrovie.
Annarosa
05/03/2019 alle 14:31
Troppo logico Carlo. Sarebbe una filiera precisa.