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Tecno Gualtieri verso gruppo turco
Chiesto il concordato al Tribunale

23/3/2019 – E’ arrivata a una conclusione, salvo colpi di coda sempre in agguato, la lunghissima e intricata vicenda azienda della Tecno di Gualtieri:la società Tecno ha accettato l’offerta di acquisto presentata dalla società turca Snw e, nella giornata di venerdì, ha depositato la domanda di concordato pieno “in discontinuità” al Tribunale di Reggio. La nomina del giudice delegato e del commissario, l’approvazione del concordato e l’asta per la vendita dell’azienda sono i passaggi successivi: “se in sede d’asta non verranno formulate altre proposte – fa sapere la Fiom Cgil di Reggio Emilia – il ramo d’azienda Tecno verrebbe assegnato alla Gualtieri Elettrodomestici, costituita il 5 febbraio dalla stessa SNW e da Sedar Saner Mecit che ne diventerebbe amministratore delegato”.

Una manifestazione della Tecno di Gualtieri in Regione a Bologna

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L’offerta prevede il passaggio alla nuova Società di tutti i dipendenti attualmente in forza alla Tecno entro e non oltre il 28 febbraio 2020, nel frattempo per i lavoratori che non passeranno all’atto dell’aggiudicazione, è stato raggiunto un accordo sindacale (sottoscritto in sede ministriale dalle Rsu, da Fiom Cgil e Fim Cisl, dall’Agenzia Regionale per il Lavoro e dalla Tecno) attraverso cui è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria per cessazione dì attività dal 01/03/2019 al 29/02/2020.

Il piano prevede “l’acquisto di tutte le attività Tecno e dei marchi, e l’affitto dello stabilimento di Gualtieri (che sarebbe l’unico stabilimento produttivo della Gualtieri Elettrodomestici) per quattro anni con impegno all’acquisto al termine del periodo”.

La Gualtieri Elettrodomestici avrà un capitale sociale iniziale di 2 milioni di euro. La società a capitale turco si impegna ad un investimento di 5 milioni 375 mila euro nel corso dei primi 5 anni, di cui 1 milione 395 mila nel 2019.

Il costo totale di acquisizione del ramo d’azienda Tecno da parte di Gualtieri Elettrodomestici è di € 7 milioni, di cui una parte in liquidità e una parte assumendo i crediti dei lavoratori verso Tecno, come il Tfr.

Al fine della sostenibilità del piano nell’accordo tra le Parti vi è anche un congelamento degli effetti della contrattazione aziendale per i primi 3 anni, “con un sacrificio importante da parte dei lavoratori”.

Per sbloccare la vertenza, i lavoratori sono in lotta per quasi un anno: è durato nove mesi consecutivi, dall’aprile 2018, il presidio davanti all’azienda. I dipendenti hanno manifestato a Gualtieri, a Udine dove risied Younes Zareipour, socio e presidente del cda di Tecno, in Regione a Bologna e a Roma davanti al Ministero dello sviluppo economico, che ha svolto un ruolo importante, con numerosi incontri, per sbloccare la situazione.

“Una vertenza complessa e intricata, tra potenziali acquirenti poi svaniti nel nulla e trattative con SNW che a più riprese sembravano compromesse, che ne hanno fatto una sorta di assurda tela di Penelope – fa sapere la Fiom –

La caparbietà dei lavoratori Tecno, insieme all’impegno continuo delle Rsu nell’azione sindacale, sempre supportata dalla Fiom Cgil, e nella fase di trattativa anche dalla Fim Cisl, hanno permesso di arrivare a questo importante risultato, che pur con sacrifici ancora da sostenere, consente però di salvare l’azienda, permettendone la ripresa dell’attività produttiva e la salvaguardia dei 258 occupati”.

E’ con grande soddisfazione che abbiamo firmato questo accordo che fino a fine 2018 sembrava non raggiungibile, aspettiamo ora l’assegnazione della Tecno dopo lo svolgimento dell’asta pubblica – commenta Sergio Guaitolini segretario generale della Fiom di Reggio Emilia, – è stata una vertenza tra le più complesse di questi ultimi anni, e il fatto di aver finalmente depositato la domanda di concordato, oltre all’accordo raggiunto con SNW e nel contempo, di firma l’accordo al Ministero del Lavoro per Cigs , dimostrano una volta di più, quanto siano state giuste le nostre proteste e le nostre lotte per la reintroduzione della cassa per cessazione. Non avessimo avuto questo strumento tutto sarebbe stato ancora più difficile o forse non possibile”.

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