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Richiedenti asilo e spacciatori nella struttura d’accoglienza: due nigeriani arrestati a Montecchio

20/3/2019 -Due richiedenti asilo nigeriani di 32 e 22 anni sono stati arrestati dai carabinieri di Montecchio: spacciavano cocaina, eroina e marijuana in grande stile.

Sulla base di una indagine dei militari, il sostituto procuratore di Reggio Maria Rita Pantani ha chiesto e ottenuto al Gip un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dagli stessi carabinieri: i due richiedenti asilo, ospiti in una struttura di Montecchio, sono accusati a vario titolo di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine era cominciata in gennaio con una perquisizione in una casa di Montecchio segnalata dai cittadini quale base di spaccio, e culminata col sequestro di due smartphone in uso al 32enne, dove a un primo sommario esame erano stati rilevati alcuni messaggi riconducibili all’attività di spaccio. Dall’esame dei tabulati i carabinieri risalivano a numerosi contatti con diverse persone, poi interrogate dai carabinieri. Erano assuntori di cocaina, eroina e marjuana che ammettevano di aver preso contatto con quelle utenze per acquistare la droga.

Veniva quindi ricostruita la modalità di spaccio: alla chiamata i pusher uscivano con le “forniture” dalla struttura che li ospitava per incontrarsi con i clienti in un passaggio pedonale vicino alla scuola elementare del paese, dove appunto si concretizzava la cessione dello stupefacente.

I clienti infine hanno riconosciuto i due pusher richiedenti asilo nel corso di sedute di individuazione fotografica. Ciò ha permesso di ricostruire oltre 6 mesi di spaccio, documentate in un rapporto alla Procura che ha portato all’arresto dei nigeriani. Il consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte, montecchiese, ha cià chiesto il rimpatrio immediato dei due sedicenti profughi spacciatori.

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Una risposta a 1

  1. Alessandro Davoli Rispondi

    20/03/2019 alle 20:19

    E questi due “ospiti” nigeriani spacciavano direttamente dalla struttura d’accoglienza,(che razza di controlli fanno i signori che li ospitano? Il Prefetto non ha nulla da dire? Continuerà a pagare il vitto e alloggio a una struttura come questa?)…
    Li hanno messi agli arresti “domiciliari” ovviamente dentro la casa dalla quale spacciavano! Scommettiamo che tra un giorno o due riprendono il loro commercio?

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