25/3/2019 – Pomeriggio a dir poco movimentato quello di sabato scorso in una struttura della cooperativa L’Ovile in via Guittone d’Arezzo 2 a Baragalla, che ospita richiedenti asilo. Un ospite, un ragazzo di 21 anni del Mali già seguito dagli psicologi, ha dato di matto, ha cominciato a lanciare mattoni e pietre contro le vetrate della struttura mandandone in frantumi undici, di cui sette dell’aula d’ italiano e 4 degli uffici degli operatori.

Poi ha sfondato la porta degli uffici dei mediatori culturali e ha scaraventato a terra cassetti e bacheche. Mentre giungeva l’allarme al 112 dei carabinieri di Reggio Emilia alcuni volontari della struttura riuscivano a calmare il giovane quindi è stato affidato ai sanitari inviati dal 118, che lo hanno portato al Santa Maria Nuova. Il maliano K. M., in Italia con permesso di soggiorno dal 2016, ha provocato danni per almeno 1.500 euro: a suo carico ora una denuncia alla Procura per danneggiamento aggravato a seguito della quale potrebbe essere espulso dal Paese.


Il giovane era gestito dai medici psicologi dell’Ovile i quali, a quanto si è appreso, fino a quel momento non avevano mai notato in lui alcun particolare segno di squilibrio. Sabato pomeriggio, però è scoppiata la reazione, tant’é che una volontaria della struttura di via Guittone d’Arezzo ha chiamato immediatamente i responsabili e il presidente della cooperativa Valerio Maramotti.

«In quella struttura vengono accolte fino a 10 persone che hanno bisogno di attenzioni particolari – ha spiegato Maramotti – Uno di loro sabato pomeriggio, preso da delirio di persecuzione, urlando che gli altri ce l’avevano tutti con lui, ha iniziato a scagliare pietre rompendo ben 7 vetrate dell’ufficio dell’aula della scuola di Italiano e 4 vetrate dell’ufficio degli educatori. Alla volontaria che ci ha chiamato abbiamo chiesto di contattare immediatamente il 112 e il 118 in attesa del nostro arrivo.

Io e la responsabile dell’area dei richiedenti asilo, Ines Soliani, siamo accorsi subito e quando siamo arrivati l’uomo si era già calmato, ma i danni erano stati fatti. Abbiamo aspettato l’arrivo dei medici psichiatri che hanno impiegato non meno di due ore di trattativa per convincere il ragazzo a farsi accompagnare al pronto soccorso. Purtroppo l’uomo ha valicato l’ingresso comune dell’edificio, per poi sfondare anche la porta degli uffici, oltre ad aver divelto alcune bacheche, tant’è che, in serata, io stesso ho sporto denuncia ai carabinieri, trattandosi di una persona che ci era stata affidata dalla prefettura di Reggio».
«Fino a quel momento – aggiunge – il ragazzo non aveva dato alcun segno di squilibrio e per fortuna quanto è accaduto è un caso isolato. Una cosa è certa: tempi di attesa così lunghi per ottenere la risposta in merito alle richieste di asilo non aiutano nessuno, né noi, né queste persone che stanno vivendo situazioni di estrema difficoltà, pur ricevendo il nostro aiuto». «Ovviamente restiamo a disposizione della prefettura – chiosa il presidente Valerio Maramotti – che deciderà il destino di questo ragazzo, quasi certamente sospendendolo dal progetto di integrazione, con conseguente e successiva espulsione. Il problema, a quel punto, è un altro: di solito il procedimento di espulsione non trova esecuzione immediata, e questa persona, che in questo caso ha dimostrato gravi fragilità potremmo ritrovarcela presto a dormire alla Reggiane, come purtroppo è già accaduto in situazioni di questo tipo, con conseguenze che tutti conosciamo».