17/2/2019 – “In Italia non ci sono possibilità di lavoro per chi come me si occupa di archeologia. Sarò costretto ad andare a lavorare all’estero”. Lo ha detto Paolo Storchi, il giovane studioso reggiano che ha aperto gli scavi dell’antica Tannetum e ha scoperto le tracce del villaggio celtico che diede origine allacittà romana della Val d’Enza, intervenuto oggi a Mondo Insieme, il programma di Sat 2000 condotto da Licia Colò, per parlare delle sue scoperte. Storchi è diventato famoso per aver individuato in pochi anni diversi anfiteatri dell’antichità (compresi quelli di Reggio emilia e di Palermo) per aver convinto due Università, La Sapienza e Odense in Danimarca, a impegnarsi negli scavi di Tannetum, e per aver partecipato al quiz di Rai1 L’eredità per finanziare la campagna archeologica del 2018, che altrimenti non si sarebbe svolta per mancanza di mezzi.


Storchi ha raccontato appunto degli scavi di Tannetum e dell’entusiasmo con cui è sostenuto dalla popolazione (“I contadini vengono ad aiutarci con i loro mezzi meccanici”), dagli enti locale e dagli sponsor, ma ha aggiunto che molto probabilmente sarà cosgtretto ad andare a lavorare all’estero, perchè per lui come per tanti giovani cervelli in Italia non vi sono possibilità.
Di recente l’archeologo reggiano ha fatto nuovamente parlare di sè per aver individuato il teatro greco di Pella, la città di Alessandro Magno, dove Euripide fece rappresentare la sua ultima tragedia. Un teatro cercato inutilmente da secoli, tanto che si era arrivati a metterne in dubbio l’esistenza. Storchi, a corto di mezzi, lo ha localizzato attraverso strumenti della rete a disposizione di tutti, come Google Earth.


Giovanni Maria
17/02/2019 alle 19:25
ANCORA UN CERVELLO IN FUGA…..
carlo baldi
18/02/2019 alle 15:06
Il Comune di Reggio, nel museo Spallanzani, non necessità di un archeologo del valore di Paolo Storchi ? Come spesso , si dorme, anziché invitarlo e creare le condizioni per il suo impiego.
Paolo Storchi
19/02/2019 alle 08:20
Carissimo Carlo, grazie di cuore del tuo sostegno!
janvier
18/02/2019 alle 15:20
La fuga non è certo colpa del cervello, ma piuttosto della nostra inettitudine e delle istituzioni pubbliche
carlo baldi
19/02/2019 alle 17:11
Caro Paolo
non mollare. Ti vogliamo a Reggio. La nostra città ha necessità di persone del tuo valore e così motivati nella ricerca.
Flex
24/02/2019 alle 12:34
Che novità…