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Paolo Storchi, l’Indiana Jones di Reggio
scopre in Grecia il teatro dell’ultima tragedia di Euripide

23/1/2019 – Nuova straordinaria scoperta del giovane archeologo reggiano Paolo Storchi: dopo aver individuato l’anfiteatro romano di Reggio e quello di Palermo, soprattutto dopo aver aperto gli scavi a caccia dell’antica città di Tannetum in val d’Enza (finanziati in parte con la vincita conseguita al quiz l’Eredità) ha individuato il teatro di Pella, in Grecia, la città natale di Alessandro Magno. La notizia della scoperta viene anticipata oggi dalla Stampa ma sarà annunciata ufficialmente, con tutti i dettagli tra qualche giorno sull’Annuario della scuola archeologica italiana di Atene, dove Storchi partecipa a un corso di perfezionamento. Scoperta straordinaria, appunto, perché a èpella, dove finì i suoi giorni, Euripide avrebbe messo in scena  la sua ultima tragedia. Di quel teatro si favoleggia da secoli, ma nessuno lo ha mai individuato al punto che eminenti archeologi ne hanno messo in dubbio la stessa esistenza. Invece Storchi ha individuato il punto dove sorgeva (nella collina accanto a quella del palazzo reale) applicandosi alle ricerche sulle fotografie aeree e satellitari, la sua specialità, e vincendo persino una scommessa con un gigante dell’archeologia come il professor Enzo Lippolis, scomparso l’anno scorso.

“E’ la scoperta più importante della sua vita”, scrive La Stampa: ma di questo passo, chissà dove arriverà l’Indiana Jones reggiano…

Paolo Storchi negli scavi di Taneto

 

«Per molti secoli si è pensato che questo teatro neanche esistesse – ha dichiarato Storchi –  poi tra il 1700 e il 1800 coloro che viaggiavano in Grecia per il Grand Tour, ai fini di ricevere una educazione completa, andavano a Pella e lo cercavano, certi che una città di quel tipo dovesse per forza averlo. Non hanno mai trovato nulla semplicemente perché guardavano nel posto sbagliato: a differenza di tutte le altre città dell’epoca, a Pella il teatro non si trova sulla stessa collina del palazzo reale, ma su quella accanto». Paolo Storchi era certo che il teatro esistesse, e lo ha trovato grazie al suo fiuto: «Ho persino fatto una scommessa con il professor Enzo Lippolis, che qualche mese fa mi aveva sfidato a trovarlo. Purtroppo l’ho rinvenuto troppo tardi: il professore è morto di recente».

Paolo Storchi all’Eredità (Rai1)

«Del teatro di Pella parla Plutarco raccontando che Alessandro Magno lo voleva con un proscenio di bronzo e che dovette desistere perché gli architetti temevano una terribile acustica. E poi ovviamente ne troviamo traccia anche con Euripide, che proprio a Pella morì nel 407 a. C.».

Euripide

Storchi, non dispone di grandi mezzi, ma anche in questo caso (come a Reggio, a Taneto, a Milano e in altre località) ha saputo usare con maestria gli archivi digitali e le tecnologie ormai alla portata di tutti: «Uso spesso Google Earth e Bing. Con le fotografie aeree e le immagini satellitari riesco a monitorare le zone che mi interessano e a vedere, grazie alla funzione “cronologia”, le aree in diversi momenti: per esempio, da alcune fotografie che avevo trovato non sembrava ci fosse un teatro sulla collina, mentre molte altre dimostravano che c’era, quindi le ho dovute mettere a confronto».

Infine, la verifica de visu sul posto: «Anche se è ancora tutto sotto terra, è rimasta la struttura che si può vedere anche a occhio nudo. Ora mi piacerebbe collaborare con le autorità greche per scavare l’area e far emergere il teatro, che doveva essere piuttosto grande, visto che secondo i miei rilevamenti e calcoli poteva avere una lunghezza di 120 metri e una profondità di 31».

Il palazzo reale di Pella

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2 risposte a Paolo Storchi, l’Indiana Jones di Reggio
scopre in Grecia il teatro dell’ultima tragedia di Euripide

  1. Giovanni Maria Rispondi

    23/01/2019 alle 14:15

    BRAVISSIMO PAOLO STORCHI.

    LA MEGLIO GIOVENTU’

  2. carlo baldi Rispondi

    24/01/2019 alle 04:15

    Bravissimo. Mi stupisce come la città di Reggio non offra al giovane e validissimo archeologo un posto importante nel nostro Museo, tenendo conto anche del pensionamento di qualche esperto attualmente in forza. Purtroppo si dorme o forse peggio, Ed egli andrà purtroppo con inglesi o americani.
    Pella è un posto splendido e dai ruderi del palazzo di Filippo si osservano tutte le tombe dei macedoni nella vallata. Là , per la profezia della Pizia ” Non morrai se tornerai là dove sei nato” , venivano portati e sepolti i resti dei macedoni che morivano nei campi di battaglia nella campagna di Persia ed India di Alessandro il Grande. A Pella è stata trovata la splendida tomba di Filippo, i cui reperti sono nel museo di Salonicco. Non è seconda a quella di Tutankamon in Egitto.

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