5/1/2019 – E’ stato un terribile, tragico errore a costare la vita a Emily Formisano, una bambina reggiana di otto anni, morta ieri alle 13 in un incidente in slittino avvenuto in Alto Adige, su una pista da sci che scende dalla Cima del Lago Nero, nel Corno del Renon – a nord-est di Bolzano, nelle Alpi Sarentine – verso Pemmern, nella zona di Collalbo.
Emily Formisano era in vacanza sulle Dolomiti con il padre, il fratello e la mamma Renata Dyakowska, 38 anni, di origine polacca, ricoverata a Bolzano in condizioni gravissime.
La bambina era su uno slittino insieme alla mamma: secondo una prima ricostruzione dei fatti operata da Carabinieri, la donna ha imboccato la pista sbagliata, con una pendenza del 40%, vietata ai slittini, e non è riuscita a controllare il piccolo mezzo che a tutta velocità si è schiantato contro un albero.
La piccola, forse seduta davanti, è morta sul colpo, la madre è stata intubata in pista, a causa di numerosi traumi ed è stata trasportata con un elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, all’ospedale di Bolzano dove è ricoverata in pericolo di vita nel reparto di rianimazione. Nè madre nè figlia indossavano il casco.
La tragedia è avvenuta sulla pista 6 del Corno di Renon: nella zona è permesso scendere con lo slittino solo in un tracciato di due chilometri e mezzo. Le altre piste sono rigorosamente riservate agli sciatori.
Si è trattato quasi certamente di una terribile fatalità. Per scendere lungo la pista per slittini, bisogna arrivare con la cabinovia del Corno di Renon sino alla stazione intermedia. Però mamma Renata, slittino in mano e accanto la figlioletta Emily, è andata oltre ed è scesa sino alla stazione di Cima Lago Nero, oltre i duemila metri di altitudine. Ma da lì partono solo due piste vietate agli slittini, una rossa e una nera, pericolose per i non esperti e dalle quali oltretutto è tecnicamente impossibile scendere in slittino.
Renata sarebbe entrata nella pista nera per errore: voleva andare molto probabilmente dall’altra parte lungo un breve tratto di collegamento che si può percorrere a piedi per circa duecento metri , praticamente in piano, sino a due rifugi, per poi imboccare una seconda pista di collegamento con discese dolci sino alla stazione intermedia della cabinovia. Il papà e l’altro figlio le stavano aspettando a fine pista.