5/1/2019 – “A Vinci della Lega nord mancano i fondamentali per capire cosa sono le Istituzioni, cos’è un Governo e sopratutto cosa sono i partiti. Lui e il suo partito, finché ha fatto loro comodo, il Tricolore lo hanno sempre umiliato, preferendogli simboli celtici e trovate carnascialesche”.
Con toni sprezzanti il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha replicato a stretto giro al deputato reggiano della Lega, Gianluca Vinci (che è anche consigliere comunale e vicepresidente della commissione affari costituzionali della Camera) che ha annunciato la sua assenza per protesta dalle celebrazioni per il 222 mo anniversario del Primo Tricolore, lunedì 7 gennaio, spiegando che tale celebrazione è stata trasformata in una “festa del Pd”.
Nella sua lezione di moderato bon ton, Vecchi scrive che “Vinci non sa nemmeno cosa sia il Tricolore: che tornasse a bere l’acqua del Po a Pontida e a venerare le divinità celtiche”.
Non una parola,tuttavia, sul fatto che oltre alla presidente del Senato Alberti Casellati avranno diritto di parola solo tre esponenti del Pd: il governatore Bonaccini, il sindaco di Castellarano in quanto presidente della provincia azzoppata (non più eletta dai cittadini), e lo stesso sindaco che ormai parla dappertutto, anche se raramente in consiglio comunale.
Ma veniamo alla dichiarazione, intinta nel vetriolo, che Vecchi sbatte in faccia all’onorevole Vinci.
“Vinci e la Lega non si sono mai occupati della città e questo scivolone non è altro che l’ulteriore dimostrazione di questo fatto – scrive il primo cittadino di Reggio Emilia – La Festa del 7 gennaio in quanto Giornata celebrativa nazionale segue – come tutte le altre occasioni ufficiali – un cerimoniale ormai consolidato da anni, concordato con i vertici dello Stato.
La parata e l’alzabandiera in piazza che rappresentano soprattutto un momento di riconoscimento al ruolo delle forze armate impegnate ogni giorno per costruire pace e sicurezza.
Un momento con le scuole in sala del Tricolore dove consegneremo ai ragazzi dei nostri istituti la Costituzione e copia delle Leggi razziali perché pensiamo sia fondamentale sapere che quell’Italia che ha toccato l’abisso è rinata dieci anni dopo – così scrive Vecchi – con l’antifascismo, la Liberazione e i principi unificanti della Costituzione.
E infine, come da vent’anni, l’intervento dei rappresentanti delle tre istituzioni: Comune, Provincia e Regione”.
“Qualora non l’avessero ancora informato – continua Vecchi con un certo sarcasmo – qualcuno dei suoi dica a Vinci (che pure in quanto parlamentare dovrebbe saperlo) che la massima autorità invitata – la presidente del Senato Casellati – è la seconda carica dello Stato, che ringrazio per aver accettato l’invito e per aver onorato con la sua presenza il prestigio istituzionale di una giornata di festa nazionale della bandiera.
In cinque anni sono arrivati a Reggio il presidente della Repubblica, della Camera, del Senato, il presidente del Consiglio: segno del valore istituzionale delle celebrazioni”.
E qui l’affondo: “La verità è che l’onorevole leghista non sa neanche cosa sia il Tricolore. Appartiene a un partito che lo insultava sino a ieri l’altro, si vantavano sbraitando “la Padania non è Italia” e poi si esibivano in siparietti ridicoli contestando il 7 gennaio ogni anno. Dunque, che tornasse a bere l’acqua del Po a Pontida e a venerare le divinità celtiche.
Reggio conosce la storia del Tricolore e conosce il significato unificante di questa storia per il Paese, ben oltre ogni appartenenza politica.
Ci sono dei momenti in cui se si ha a cuore l’Italia e il suo destino le differenze politiche dovrebbero stare un passo indietro”.
Fausto Poli
05/01/2019 alle 19:33
E vai si dietrologia.Ma che facessero il loro dovere. Dx o sx .