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Candidato e imprenditore edile
Salati attacca 5 Stelle e Telereggio: “I miei associati padri di famiglia, smonterò la macchina del fango”

29/1/2019 – Botta e risposta di fuoco tra il candidato sindaco del centrodestra Roberto Salati e il Movimento 5 stelle di Reggio Emilia, che lo accusa di avere “un conflitto d’interessi da risolvere”. La capogruppo in Consiglio comunale dei 5 stelle Alessandra Guatteri,  in un comunicato riprende il servizio andato in onda ieri sera su Telereggio, che ha rivelato come Salati sia  anche l’ amministratore unico del consorzio edile Edilgest, con sede allo stesso indirizzo dello studio fotografico del professionista in viale Monte San Michele. Costituito nel 2017, il consorzio si occupa di lavori edili non specializzati, ma l’oggetto sociale comprende anche la compravendita di terreni e fabbricati. Attività questa, secondo Guatteri, “che lo pone in un conflitto d’interessi con attività amministrative. Ogni proposta politica in campo edilizio lo vede direttamente interessato in quanto amministratore unico di questo consorzio”.

Roberto Salati

Nel suo servizi Telereggio ha passato ai raggi X le attività di Salati, affermando che il consorzio Edilgest,  come pure i suoi associati (diversi sono muratori di origine calabrese, rumeni, albanesi e africani) risulta non aver richiesto l’iscrizione alla white list della Prefettura. Telereggio, è noto, è controllata da Alleanza 3.0 ed è schierata senza se e senza ma a fianco del sindaco Luca Vecchi, che si ricandida e ha già cominciato la campagna elettorale (fra l’altro investendo circa 140 mila euro di risorse pubbliche per una campagna propagandistica basata sul blog “Reggio ci sa fare”).

Roberto Salati, sostenuto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ha reagito duramente in un post su Facebook. “Ho deciso di candidarmi per fare il bene della nostra città e anche se non facevo politica non sono nato ieri e mi avevano avvertito che sarebbe partita la macchina del fango”, scrive. “Questa volta si può realmente cambiare questo Comune e il Pd fara’ di tutto per screditarmi, questo non mi turba. Mi dispiace invece per gli associati al consorzio edile che amministro perchè da oggi il loro essere calabresi o rumeni o albanesi li fa etichettare come possibili pericolosi malavitosi”, aggiunge Salati.

Da sinistra Gianluca Vinci, Roberto Salati e Benedetta Fiorini

Alle dipendenze delle Edilgest ci sono “padri di famiglia che lavorano duramente con sudore e fatica fisica e l’ultima cosa che volevo era far infangare il loro nome e cognome da parte di chi, fino agli arresti del processo Aemilia, urlava che Reggio aveva gli anticorpi“. Insomma “la maleducazione di voler additare migliaia di reggiani come possibili ‘ndranghetisti solo per il loro ‘cognome’ di origine calabrese, non la posso e voglio tollerare”.

Nel merito il candidato puntualizza poi: “Il consorzio, che ha solo un anno di vita, non ha richiesto l’iscrizione nella white list semplicemente perche’ per i lavori svolti ad oggi dagli associati non e’ servito, se in futuro ci saranno appalti che lo richiederanno sara’ semplicemente richiesto”. Rispetto “all’insinuazione infondata e ingiusta” del conflitto di interesse, invece, Salati rassicura sul fatto che “da mesi sto organizzando il passaggio della mia presidenza ad altro imprenditore, al fine di consentirmi di svolgere al meglio il mandato, una scelta non presa a cuor leggero ma frutto di una decisione meditata con la mia famiglia che mi sostiene in questa nuova esperienza“.

Conclude quindi l’aspirante sindaco del centrodestra: “Spero veramente che questo clima di tensione venga ricondotto ad un piano di scontro politico, anche duro, ma che non etichetti migliaia di cittadini come onesti o ‘ndranghetisti, rossi o neri o altro ancora, distinzioni che lascerei a chi ha i mezzi per farlo, la magistratura e la storia. Io mi impegnerò da sindaco per togliere questo velo di opacità e di allusione che oggi si respira all’interno degli uffici e nello stesso Pd, per rivedere una Reggio con nuove forze e voglia di fare”.

Una domanda però, direbbe Lubrano, sorge spontanea: perchè in conferenza stampa il candidato Salati non ha dichiarato tranquillamente di essere anche amministratore unico di Edilgest? Perchè ha fatto come il sindaco Vecchi, che si era dimenticato di avvertire il consiglio comunale che la casa di Masone era stata acquistata da un imprenditore cutrese poi imputato nel processo Aemilia?

Pierluigi Ghiggini

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4 risposte a Candidato e imprenditore edile
Salati attacca 5 Stelle e Telereggio: “I miei associati padri di famiglia, smonterò la macchina del fango”

  1. maricondo78 Rispondi

    29/01/2019 alle 18:06

    Esatto Ghiggio ha posto il tema: una domanda però, direbbe Lubrano, sorge spontanea: perchè in conferenza stampa il candidato Salati non ha dichiarato tranquillamente di essere anche amministratore unico di Edilgest? Perchè ha fatto come il sindaco Vecchi, che si era dimenticato di avvertire il consiglio comunale che la casa di Masone era stata acquistata da un imprenditore cutrese poi imputato e condannato in primo grado nel processo Aemilia?

  2. Gianluca Vinci Rispondi

    29/01/2019 alle 18:17

    Salati ha dichiarato sin da subito di essere amministratore di un consorzio edile, iscritto nei pubblici registri, non è socio ma amministratore degli associati che non sono suoi soci. La casa del Sindaco poi è un caso molto diverso, il punto non è chi l’ha fatta ma perché Vecchi si rifiuta di fornire le fatture per 200mila euro delle finiture.
    Ghiggini un articolo un po’ troppo approssimativo

  3. Carlo Menozzi Rispondi

    30/01/2019 alle 10:37

    Il fango scorre quando non si hanno altri argomenti validi….

  4. Ivaldo Casali Rispondi

    30/01/2019 alle 11:01

    A proposito di trasparenza:
    Il ricandidato Sindaco Pd oltre alla “dimenticanza” riportata, non è dato di sapere quale riscontro ha avuto l’istanza di trasparenza, sulla nota vicenda dell’immobile di Masone,inoltrata il 1° febbraio 2016 al Sindaco Vecchi, e sottoscritta da tutti i Gruppi Consiliari di opposizione in Consiglio Comunale!

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