18/12/2018 – Dalle mani della ‘ndrangheta a quelle della Guardia di Finanza, che ne farà una propria sede. E’ la destinazione dell’immobile di Sorbolo, versante di Parma che, dopo la confisca avvenuta con la sentenza del processo Aemilia, è stato consegnato questa mattina alle Fiamme gialle dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata (Anbsc), in una cerimonia alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e, per la Regione Emilia-Romagna, dell’assessore Palma Costi.
Si tratta di 13 appartamenti, 10 autorimesse, una cantina e un locale tecnico situati in via Montefiorino 2- che fanno parte della maxi speculazione edilizia messa in atto nel parmense dalla cosca cutrese legata alla famiglia Grande Aracri, principalmente (come il processo di Reggio Emilia ha evidenziato) per riciclare i proventi di attività illecite. Erano della società Aurora Building srl, all’interno di un complesso di centinaia di immobili intestati a società di Giglio (diventato collaboratore di giustizia) o altri prestanome di Nicolino Grande Aracri.
Appartamenti, garage e locali tecnici sono stati assegnati in comodato gratuito alla Guardia di Finanza (Reparto logistico-amministrativo dell’Emilia-Romagna) che li utilizzerà come foresteria e alloggi di servizio in base ad un accordo firmato lo scorso ottobre con l’Anbsc.
Nel corso della cerimonia, Salvini ha annunciato più risorse e più personale per l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).
“Devo fare i complimenti all’Agenzia (diretta dall’ex prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano, ndr.) per il lavoro eccezionale che ha svolto da nord a sud, gestendo circa 20.000 immobili di cui 16.000 riassegnati alle comunitàn locali con solo un’ottantina di persone” ha detto Salvini. “Ma i complimenti non bastano: ecco perchè nel decreto sicurezza si raddoppiano le risorse e il personale per le quattro sedi distaccate dell’Agenzia”. Oggi conclude il ministro “è un bel giorno, in cui lo Stato dimostra di essere più forte delle mafie”.