Archivi

Coperta di feci “dalla testa ai piedi”: madre invalida al 100% maltrattata dal figlio per 15 anni

15/12/2018 – Per oltre 15 anni  ha maltrattato la madre, invalida al 100%, arrivando perfino a impedirle l’accesso al bagno tanto da costringerla a fare i bisogni nel pannolone oppure in un bidet fatto installare nella camera da letto.

Una storia di degrado e di orrori quella portata alla luce dai servizi sociali della Val d’Enza e dalle indagini dei carabinieri della stazione di San Polo  che hanno denunciato alla Procura un operaio di 37 anni  per  maltrattamenti in famiglia continuati ed aggravati dal fatto di essere compiuti ai danni di un’anziana invalida al 100%.

E’ stata proprio la Procura reggiana a ordinare le indagini a seguito di una relazione da parte dei competenti Servizi Sociali che hanno segnalato i maltrattamenti e  lo stato di abbandono subiti dall’anziana. I carabinieri hanno così documentato 15 anni di ingiurie, minacce, di costante violenza psicologica e anche alcuni episodi di percosse. Ma è sconvolgente soprattutto la condizione di abbandono in cui il figlio ha costretto per anni la madre invalida psichiatrica al 100%, incontinente e che si muove con difficoltà,  arrivando al punto di chiudere a chiave la porta dell’unico bagno della casa, per costringerla a fare i bisogni nel pannolone o nel bidet che l’uomo aveva fatto installare in camera.  A causa delle sue condizioni, la donna non riusciva a cambiarsi da sola il pannolone: vi provvedevano una volta al giorno le operatrici socio-assistenziali, che in molte occasioni l’hanno trovata coperta di feci “dalla testa ai piedi”. Non è certo migliorata la situazione con la “soluzione” adottata dal figlio che, pur di non farle usare il bagno, aveva fatto installare nella camera , a pochi centimetri dal letto, un bidet dove la , in più occasioni, aveva fatto i suoi bisogni  otturandone lo scarico.

Nel corso delle indagini I carabinieri hanno ascoltato decine i testimoni e  hanno acquisito documentazione medica sulle condizioni poveretta.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *