7/11/2018 – Un napoletano di 25 anni è stato arrestato da Carabinieri di Novellara per l’ennesima truffa ai danni di un’anziana, raggirata con l’infame trucco del falso maresciallo. L’intervento dei militari ha impedito che la truffa andasse a buon fine.
Ieri mattina una signora di 77 anni, che vive a Novellara, ha ricevuto la telefonata di un falso maresciallo dei Carabinieri, che con voce autoritaria ha detto che avrebbe dovuto consegnare subito 3 mila 800 euro quale cauzione per liberare la figlia, fermata a seguito di un grave incidente stradale perché l’auto era senza copertura assicurativa. Somma da consegnare all’avvocato che si sarebbe presentata a casa dell’anziana.
L’emissario tuttavia non è riuscito a portare a compimento l’estorsione: fermato dai carabinieri di Novellara davanti a casa della donna è stato arrestato.
In manette con l’accusa di tentata estorsione è finito Gennaro IOVINE di 25 anni, residente a Napoli.
Intorno alle 10,15 di ieri, una pattuglia ha fermato una persona sospetta in un quartiere residenziale della cittadina: era, appunto il napoletano poi arrestato.
Con sè aveva un falso distintivo di guardia giurata e un un foglio con diversi indirizzi ,tra cui quello della via dove è stato fermato.
Il figuro stava proprio andando a casa dell’anziana, chiamata poco prima per la truffa del falso maresciallo. L’uomo, che ha numerosi precedenti specifici, è stato arrestato in flagranza di reato.
Proprio a Reggio Emilia di recente i carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia grazie all’operazione “Porta a Porta” hanno assicurato alla giustizia 31 persone responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, rapina, aggravata in danno di persone anziane o comunque in condizioni di minorata difesa, violenza privata e circonvenzioni di incapaci. Un’operazione che ha portato ala luce un’ organizzazione di malviventi che attraverso i “telefonisti” contattavano gli anziani spacciandosi per “Carabinieri”, “Avvocati” o “Agenti di società assicurative” e rappresentando un grave sinistro stradale dove era rimasto coinvolto un loro parente (generalmente figlio o nipote) chiedevano i soldi per risolvere i guai in cui era incappato il familiare. Soldi che poi venivano ritirati a domicilio subito dopo la telefonata proprio come stava per accadere ieri a Novellara dove, grazie all’intervento dei militari, l’estorsione non si è consumata.