14/11/2018 – Processo per i maltrattamenti alla residenza per anziani di Correggio, gestita da Coopselios. Nell’udienza preliminare davanti al giudice di Reggio, l’Ausl ha chiesto la citazione della cooperativa come responsabile civile. Richiesta condivisa anche da altri enti che hanno chiesto di costituirsi parte civile: Il comune di Correggio, la Regione Emilia-Romagna e l’Unione dei comuni “Pianura reggiana”.
Coopselios risponde, contestando come “poco comprensibile” la chiamata in causa in questa fase del procedimento (su cui il giudice deciderà nella prossima udienza del 18 gennaio) e annunciando la costituzione in giudizio nei confronti delle dieci operatrici della residenza per anziani di Correggio, accusate a vario titolo di maltrattamenti e violenza privata, e della direttrice indagata per omissione di denuncia.
Nell’udienza di ieri davanti al Gup, ha chiesto i danni anche un anziano ospite della struttura, di 82 anni, in realtà unica parte offesa nel processo: la domanda di risarcimento è stata presentata direttamente a Coopselios, che sta trattando l’importo con il legale dell’anziano.
Oggi la cooperativa reggiana di servizi alla persona presieduta da Giovanni Umberto Calabrese e diretta da Raoul Cavalli sottolinea che “le ipotesi di reato contestate non hanno mai riguardato, neppure nella fase delle indagini, la Cooperativa. La stessa Cooperativa non è stata oggetto di alcun provvedimento da parte della magistratura inquirente, né è stata attinta da addebiti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001” (responsabilità amministrativa da reato, ndr.)
“Nel corso dell’udienza preliminare che vede coinvolte personalmente le operatrici, è stata richiesta la citazione della Cooperativa quale responsabile civile – aggiunge Coopselios – Richiesta di citazione che, benchè ammessa, riteniamo poco comprensibile, in considerazione del momento processuale, (in questa fase, non è ancora stato disposto il rinvio a giudizio delle operatrici), e alla luce della assoluta correttezza e professionalità che ha sempre connotato i rapporti tra la Coopselios e gli Enti coinvolti nella vicenda”.
Da qui l’annunciom che nell’udienza del 18 gennaio, “la Cooperativa provvederà in ogni caso a costituirsi in giudizio non solo per dimostrare la sua assoluta estraneità – anche su piano civilistico – dalle condotte personali contestate alle operatrici, ma anche per dimostrare tutto quanto la Cooperativa ha messo in atto per prevenire situazioni di potenziali cattive condotte”.
IInfine la cooperativa rileva come “sulla base della stessa ricostruzione della Procura, a fronte di 97 ospiti frequentanti la struttura, figura un solo ospite coinvolto per presunte offese verbali. Ospite, che, peraltro, risulta a tutt’oggi ancora residente nella struttura”.
Sono dieci le operatrici della casa residenza di via Mandriolo indagate nel procedimento. Sono accusate di maltrattamenti Karina da Silva, 39 anni, Maria di Francesco di 53 anni, Elena Bassi di 35 anni di Correggio e Antonia Iacovino di 46 anni, di Campagnola. Devono rispondere anche di violenza privata Bassi e Iacovino, quest’ultima in concordo con Esther Montoya, 49 , residente a Migliarina di Carpi. Accusa di violenza privata, inoltre, per Delia Enriquez Apumayta, 59 anni di Correggio; Tehei Cipriana di 40 anni, Concetta Napoli di 53 anni e Elvira Nahradean di 57 anni. La direttrice Serena Guerzoni, 33 anni, è chiamata a rispondere di omissione di denuncia. Tre operatrici sospese per sei mesi, e ora tornate al lavoro, hanno chiesto il rito abbreviato.