3/11/2018 – La crisi senza precedenti aperta nella Cgil di Reggio Emilia, dopo la bocciatura del segretario Guido Mora al congresso provinciale, continua ad essere gestita in camera caritatis. Dieci giorni dopo il patatrac dell’Ariosto, finalmente un segnale di vita: per il momento la gestione ordinaria della Camera del Lavoro è affidata a Ramona Campari, in qualità di presidente del congresso. Lo si legge in una breve nota diffusa oggi dopo una riunione in via Roma tra gli emissari delle segreterie nazionale e regionale, i membri della segreteria uscente della Camera del Lavoro e i segretari delle categorie reggiane.
“Si è avviato positivamente un percorso di riflessione e confronto che proseguirà in tempi congrui con ulteriori passaggi di approfondimento- vi si legge – La gestione ordinaria della Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia è affidata, e garantita, secondo quanto prevede lo Statuto della Cgil, alla Presidente del Congresso, Ramona Campari”.
Un comunicato laconico, senza nessuna decisione oltre il minimo funzionale. Ciò significa che l’accordo unitario di cui si parla da giorni èancora lontano e che la spaccatura tra la sinistra interna (che sostiene Landini nella corsa alla segreteria nazionale, e propugna un sindacato-partito come nuovo soggetto politico della sinistra) e l’ala riferibile al Pd e agli ex riformisti, è molto profonda e difficilmente risanabile senza una nuova conta interna.