24/11/2018 – “È ingiustificabile il ritardo col quale l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, si sta attivando per arginare i rischi connessi al “batterio killer” (il Mycobacterium chimaera), che ha fatto 2 vittime in Emilia-Romagna (decessi avvenuti dopo interventi al Salus Hospital di Reggio Emilia) e 6 in Veneto, benché il medesimo assessore fosse a conoscenza sin dalla scorsa estate dei probabili rischi connessi alla “macchina cuore-polmone”, utilizzata per regolare la temperatura del sangue in circolazione extracorporea durante gli interventi cardiochirurgici”.
Così il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, commentato la notizia del prossimo invio da parte della Regione di una lettera ad almeno diecimila pazienti operati in cardiochirurgia con l’utilizzo della macchina cuore-polmone, in cui spiegherà quel che sta succedendo e in cui inviterà i pazienti, in caso di sintomi febbrili persistenti, di recarsi dal proprio medico di base. I due decessi sono avvenuti dopo interventi al salus Hospital di Reggio emilia; altri due casi sospetti, sempre nella stessa struttura reggiana, sono in via di verifica.
“La nota dell’assessore regionale alla Sanità nella quale si afferma che “siamo di fronte ad un evento raro, causato probabilmente da un lotto di macchinari prodotti dalla stessa azienda”, non rassicura certamente la popolazione emiliano-romagnola e tanto meno è rassicurante apprendere che la Regione sta preparando un’informativa che invierà a tutti i pazienti operati nelle cardiochirurgie che hanno richiesto l’utilizzo della macchina cuore-polmone considerando anche il periodo di incubazione del batterio. Tanto più che i decessi dei due pazienti ricoverati al “Salus Hospital” di Reggio Emilia (struttura accreditata dal servizio sanitario nazionale) avvenuti la scorsa estate vennero segnalati per tempo al Ministero della salute”, sottolinea il consigliere leghista.
Ora non c’è più tempo da perdere, pertanto la Regione non “ritiene opportuno attivare con immediatezza controlli ed indagini di laboratorio specifiche su tutti i pazienti sottoposti a interventi di cardiochirurgia con ausilio delle apparecchiature per individuare i potenziali infettati?” scrive Delmonte nell’interrogazione alla Giunta regionale.
“È altresì necessario effettuare i medesimi controlli, tramite la medicina del lavoro, su tutti gli operatori sanitari presenti nelle sale operatorie in cui veniva utilizzato il macchinario “cuore-polmone” oggi sotto inchiesta” conclude il leghista.
LA DICHIARAZIONE DI SALUS HOSPITAL
La direzione del Salus Hospital (gruppo Sansavini) sottolinea da parte sua che “in riferimento ai pazienti operati presso Salus Hospital fra il 2011 e il giugno 2015 e segnalati in seguito alla presunta contrazione del Mycobacterium chimaera, su circa 2mila interventi cardiochirurgici eseguiti presso la struttura di Reggio Emilia, si evidenzia che attualmente sono stati presi in considerazione solo due casi. I pazienti cardiochirurgici coinvolti nell’indagine erano affetti da polipatologie e al momento non risultano ulteriori comunicazioni di casi accertati.”
All’epoca dei fatti – aggiunge la nota – ” l’esistenza e la probabilità di esposizione al micobatterio tramite l’utilizzo di questi macchinari non poteva essere conosciuta in quanto la conoscenza di tale problematica è avvenuta per il mondo medico italiano successivamente ai fatti citati.
I macchinari in questione sono prodotti dall’azienda Stockert di Friburgo, Germania. La manutenzione delle due macchine è stata eseguita dall’azienda distributrice italiana con cadenza annuale, seguendo le indicazioni per il trattamento dell’acqua con l’azione battericida e attenendosi anche a quanto indicato nell’avviso di sicurezza di Sorin del 2015 e dalle linee guida EU protocol for case detection laboratory diagnosis and enviromental testing of Mycobacterium chimaera”.
Inoltre “in seguito alle indicazioni ricevute sia dallo stesso fornitore, sia dall’Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia e dalla Società Italiana di Cardiochirurgia, i macchinari sono stati immediatamente dismessi e sostituiti con modelli aggiornati, prima della verifica delle autorità inquirenti”.
La direzione sanitaria precisa infine che “i decessi non sono avvenuti a Salus Hospital; così come risulta nella nota ufficiale dell’AUSL di Reggio Emilia datata 31 Luglio 2018, “…i pazienti precedentemente operati presso Salus Hospital per interventi cardiochirurgici, alcuni dei quali deceduti verosimilmente in conseguenza dell’infezione contratta, è emersa la probabilità molto elevata che l’infezione sia stata acquisita in seguito all’esposizione al dispositivo di riscaldamento/raffreddamento utilizzato per condurre gli interventi chirurgici in argomento…”. Pertanto, il presunto legame fra alcuni dei decessi e le infezioni tramite il macchinario di riscaldamento extracorporeo è attualmente ancora in fase di valutazione da parte degli organi preposti.”
LA DICHIARAZIONE DI VENTURI: “VIA ALL’INDAGINE SU CHIMERA, MACCHINE CUORE-POLMONE DA SOSTITUIRE”
L’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi ha annunciato l’avvio di un’indagine della Regione per il Micobatterio chimera, che si può annidare in una macchina in uso nelle sale operatorie. Due i decessi accertati, dopo un ricovero in cardiochirurgia al Salus Hospital di Reggio Emilia, legati all’infezione da parte di questo microrganismo. Per altri due casi sospetti – sempre dopo un ricovero nella stessa struttura – sono in corso accertamenti. Inoltre, la verifica è stata avviata anche sugli anni scorsi, in particolare su circa un centinaio di cartelle relative a persone sottoposte a interventi di cardiochirurgia in Emilia-Romagna, soprattutto a carico delle valvole cardiache, nel periodo 2010-2017, persone poi decedute. Accertamenti che la Regione sta conducendo anche su richiesta del ministero della Salute.
“Siamo di fronte a un evento raro, causato probabilmente da un lotto di macchinari prodotti dalla stessa azienda. L’allerta, naturalmente, da parte nostra è massima: ci siamo già mossi, stiamo facendo tutto ciò che è necessario per garantire la sicurezza dei pazienti”.
Sono una trentina in Emilia-Romagna le macchine cuore-polmone che permettono la circolazione extracorporea nel corso di particolari interventi cardiochirurgici; quelle su cui si è concentrata l’attenzione della Regione sono una ventina, di cui cinque già dismesse negli anni e sostituite. Il legame macchina-batterio è l’acqua, che serve infatti per raffreddare l’apparecchiatura: è da qui che può liberarsi un aerosol con il microrganismo.
“La Regione- ha concluso Venturi– ha già chiesto alle strutture di cardiochirurgia che vengano sostituite tutte le macchine potenzialmente a rischio o che ci sia un loro adeguamento, per evitare altre possibili diffusioni in sala operatoria di agenti patogeni”.
La Regione, che in questa vicenda coinvolgerà i medici di famiglia, sta preparando inoltre un’informativa che invierà a tutti i pazienti nelle strutture di cardiochirurgia, operati con l’utilizzo della macchina cuore-polmone: l’obiettivo è informarli sulle infezioni che si sono verificate e invitarli, in caso si verificassero successivamente al ricovero sintomi febbrili, a rivolgersi al proprio medico curante
arturo
01/12/2018 alle 10:29
in Emilia-Romagna solo VILLA-SALUS e’ nella bufera , o anche altri ospedali…???