10/11/2018 – Una sorta di “holding” in cui raggruppare le aziende tolte alle mafie per migliorarne, con una governance unitaria, il controllo e la capacita’ di risultati imprenditoriali. E’ il progetto che bolle in pentola nella Anbsc, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata. Ad annunciarlo e’ il suo direttore entrato in carica agli inizi di maggio del 2017, l’ex prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano ne ha parlato a Reggio milia ad un convegno nazionale proprio sulla gestione dei beni confiscati, organizzato dall’Ordine dei commercialisti reggiani.
Tema molto attuale a Reggio, dove con la sentenza Aemilia di pochi giorni fa è stata ordinata la confisca ai condannati nel grande processo contro la ndrangheta di beni, immobili, automezzi, terreni, ristoranti, bar, società e rapporti bancari per molte decine di milioni di euro.
Sodano ha spiegato: “Sul tema delle aziende bisogna intervenire, ma fare anche distinzione e pulizia fra i numeri, perche’ sono emblematici, ma non sempre dicono la verita’ e spiegano le cose. Come Agenzia abbiamo circa 2.700 aziende confiscate, il che fa dire a molti che sono li’ e vanno in malora e che la mafia da’ lavoro e lo Stato lo toglie, mentre in realtà non e’ assolutamente cosi'”. Infatti “di queste 2.700 aziende molte non hanno mai fatto attività di impresa, molte erano già da liquidare all’epoca del sequestro, molte erano aziende mafiose e quindi stavano sul mercato perchè usavano metodi mafiosi: e’ evidente che quelle aziende non possono piu’ stare sul mercato”. Fatta la tara di tutto questo, prosegue Sodano, “noi riteniamo che le aziende che fanno effettivamente attività di impresa sono circa 550 e cioè quelle che hanno presentato bilanci negli ultimi tre, quattro anni”.
Per dare vita e gambe alle vere aziende sottratte alla criminalita’, dice Sodano, “abbiamo un progetto per dare una spinta innovativa e andare avanti, che consiste nella realizzazione di una sorta di ‘holding’, un soggetto rete che dovrebbe riunire tutte queste aziende in un’unica governance, con regole uguali per tutti. Quindi tutte le aziende del gruppo faranno il bilancio in un certo modo, le direttive saranno unitarie e questo ci consentirà di esercitare anche un controllo migliore, perche’ non dovremo controllare la singola bottega di Andria o Canicatti’, ma controlleremo la holding, che a sua volta avra’ la responsabilita’ sia amministrativa, ma anche contabile e imprenditoriale di produrre dei risultati”.
Il direttore dell’Agenzia, ha fatto il punto sul lavoro svolto negli ultimi due anni sottolineando come, rispetto ai beni immobili delle mafie destinati ad altro uso “abbiamo gia’ una prassi che ci ha consentito di fare grandi passi in avanti anche se non tutti se ne sono resi conto. Abbiamo un’informatizzazione pressoche’ totale dei nostri dati, se avessimo anche quella degli organi della giustizia saremmo un gran pezzo avanti”. Però gia’ questo strumento informatico insieme alla Conferenza dei servizi, ha aggiunto Sodano, “ci ha consentito di incrementare molto la nostra efficienza”. A testimoniarlo sono sempre i numeri, in questo caso poco interpretabili. “Fino a quattro o cinque anni fa- conclude il prefetto- fa destinavamo 400 o 500 immobili all’anno. Lo scorso anno e questo ne destiniamo più di 2000”.
(fonte: agenzia Dire)