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Reggiani nei paradisi fiscali
Dodici indagati, sequestri per 30 milioni: anche ville al mare e una Ferrari

24/10/2018 – Frodi fiscali  per un imponibile complessivo di 83 milioni di euro e bancarotte fraudolente attraverso società con sede in paradisi fiscali. È quanto emerso dall’indagine  denominata “Mail boxes” della Guardia di finanza di Reggio Emilia e coordinata dalla Procura reggiana, in cui risultano coinvolti 12 soggetti (tutti indagati e alcuni dei quali già noti alle Fiamme gialle) e numerose società a loro riconducibili. Sotto sequestro preventivo beni immobili, ville e residenze di lusso in toscana e in Liguria, auto di lusso (compresa una Ferrari) per 30 milioni di euro.

Uno degli immobili (con piscina) sequestrati nell’operazione Mail Boxes

Tutto è cominciato con la verifica della posizione fiscale di una società reggiana che commerciava in prodotti informatici, nei confronti della quale à stata accertata una rilevante frode fiscale, la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi e, in seguito, la bancarotta fraudolenta.

Gli amministratori dell’azienda sono corsi ai ripari costituendo nuove società e trasferendole, grazie anche alla consulenza di professionisti esperti in queste operazioni, nel paradiso fiscale del Delaware, in altri Stati Usa e in Inghilterra, intestandone il capitale sociale e gli assets a soggetti giuridici aventi a loro volta sede all’estero. In alcuni casi si trattava addirittura di semplici semplici recapiti presso gli uffici di Mail Boxes (da cui il nome dell’operazione). Con questo sistema si impediva tra l’altro la riscossione di tutti i crediti, compresi quelli dell’erario, e venivano ostacolati i controlli fiscali. Peraltro le società  estere create dagli indagati potevano essere gestite direttamente “on line” attraverso server esteri.

Al termine delle indagini le Fiamme Gialle reggiane, oltre a denunciare i presunti autori degli illeciti, ha richiesto il sequestro preventivo (anche di beni per valore equivalente) del profitto dei reati tributari e delle imposte evase dalla società  reggiana che, negli anni 2012 e 2013, avrebbe  nascosto al fisco una base imponibile di circa 70 milioni e Iva per circa 13 milioni.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le tesi della Procura, ha disposto inoltre il sequestro preventivo di beni degli indagati pari a 30 milioni, sparsi tra Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Liguria. Sequestrati in particolare 14 fabbricati (tra cui ville ed appartamenti di pregio), auto di lusso (tra cui una Ferrari), quote di partecipazione e numerosi conti correnti bancari. Molti beni sequestrati, in particolare gli immobili, erano riconducibili agli indagati per mezzo delle stesse societa’ offshore utilizzate per evadere il fisco.

 

 

 

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