19/10/2018 – La storica Villa Manfredini, costruita nel 1600 a Reggiolo dai conti Cattanei, rappresenta un riferimento irrinunciabile per la cittadina storica – insieme alla Rocca, a Palazzo Sartoretti e al Teatro comunale Rinaldi – che nemmeno il sisma del 2012 è riuscito ad abbattere.
La lunga ed affascinante storia dell’antico edificio padronale, passato dalle mani di importanti personalità locali e diventato proprietà nel 1992 dei fratelli Fabio e Fabrizio Storchi, è stata raccontata dallo storico reggiolese Franco Canova, che ha curato anche la pubblicazione presentata in villa nei giorni scorsi alla presenza dell’autore, del sindaco di Reggiolo Roberto Angeli, dell’assessore alla Cultura e Ricostruzione Franco Albinelli e delle famiglie Storchi.
“Il corposo volume, che si apre con la prefazione del critico d’arte Vittorio Sgarbi, da anni amico affezionato di Reggiolo ed estimatore del suo patrimonio storico e artistico – ha spiegato l’assessore Albinelli – testimonia l’importante opera di recupero del palazzo seicentesco che ha portato a nuova vita anche i preziosi affreschi e i fregi ottocenteschi”.
L’opera contiene anche una straordinaria raccolta di fotografie storiche inedite, donate dalla signora Zeffirina Bedogni, nipote del cavalier Manfredini, all’Amministrazione comunale, che descrivono la storia dell’edificio e la vita a Reggiolo già alla fine del XIX secolo: le carrozze trainate dai cavalli che attraversano le strade del paese, via Matteotti e i suoi portici, via Roma e piazza Martiri con il municipio inesorabilmente perduto. E ancora Palazzo Sartoretti, il mercato del venerdì con le bancarelle sulla piazza e le scene di vita quotidiana di un passato che rappresenta la storia di una Comunità “la cui capacità di reagire al tragico terremoto del 2012 – ha sottolineato Fabio Storchi, proprietario della villa e sostenitore della pubblicazione – rappresenta quella capacità di fare insieme in grado di restituirci un paese più bello e più sostenibile”.
Villa Manfredini sino al terremoto del 2012 aveva ospitato il celebre ristorante Rkigoletto dello chef Gianni d’Amato, che lì ha conquistato due stelle Michelin. Oggi è sede dello Stradora ristrò e cocktail, segnalato dalla Guida de L’Espresso 2019, e gestito da Elena Storchi, figlia di Fabio, e del marito Marco Ricchetti. Nelle antiche sale si può ammirare anche una collezione di grandi opere del pittore Alfonso Borghi, ispirate al regista romagnolo Federico Fellini, ospite della villa alla fine degli Anni ’80, mentre nel parco secolare spiccano bronzi dell’artista Mauro Pavesi, definito dai critici, “umanista” per la sua capacità di coniugare tradizione e modernità.
Villa Manfredini. Cenni storici
La Villa Manfredini sorge a est dell’antico Castello di Reggiolo, poco distante dal vecchio fossato orientale. La zona, oggi circondata da una muraglia, comprende la Villa, al centro, con ampio viale d’accesso e a nord i fabbricati dell’Albergo Nàbila, un tempo rustici della casa dell’affittuario.
Fu costruita quasi certamente dai conti Cattanei, che possedevano molte terre nel Reggiolese e che si imparentarono tramite una loro discendente nel corso del 1600 con Annibale Facchini dei conti Roncaglia. Compare così nei documenti come villa Facchini Roncaglia.
Nel corso del ‘700 divenne un possedimento della Causa Pia Manfredini. Fu ampliata e abbellita come diverse altre ville e palazzi di Reggiolo nel Settecento, il secolo che ebbe il maggior sviluppo edilizio nel paese. Furono ampliate o ristrutturate: le ville Gorna, Fassati, Aurelia, Zuccona, Pironde; i palazzi Riva, Trivelli (Barchessone), Sartoretti; il teatro Comunale e la Casa Municipale; le case padronali Ranaro, Berna, Bondanazzo, Gollina, Palazzolo; i casini dei Giorgi, dei Taffurelli, dei Veneri; e molte Corti rurali.
Gino Morselli, che acquistò nel 1986 la Villa dalla vedova di Giuseppe Manfredini, Dimma Bedogni, vi aprì il Ristorante “Ai Pavoni” e un Albergo, denominandolo “Nàbila”. Il ristorante poi divenne il “Rigoletto” con lo chef Gianni D’Amato.
I fratelli Storchi, che hanno acquistato la Villa nel 1992 da Gino Morselli.
La Regione Emilia Romagna ha concesso il contributo alla ristrutturazione dell’immobile.