9/7/2018 – Si complica la situazione del gruppo Ferrarini: mentre sono state interrotte le trattative per la cessione Italmobiliare e al fondo QuattroR, e il gruppo Amadori di Cesena ha smentito l’esistenza di una propria offerta, continuano a registrarsi ritardi nel pagamento degli stipendi agli ottocento dipendenti del gruppo: ritardi che si susseguono da mesi – come anticipato nei giorni scorsi da Reggio Report – ma diventati più gravi nelle ultime settimane. Non risulta siano stati ancora accreditati gli stipendi di maggio.
I sindacati reggiani hanno incontrato il gruppo Ferrarini, in una gestione particolarmente cauta della vertenza, e hanno scritto al ministero del Lavoro chiedendo l’apertura di un tavolo per affrontare l’emergenza. Secondo fonti sindacali reggiane la famiglia Ferrarini avrebbe interrotto le trattative con i fondi finanziari anche per evitare tagli traumatici all’occupazione.
Però è diversa la valutazione nel parmense, dove i sindacati degli alimentaristi hanno proclamato una giornata di sciopero con corteo degli ottanta dipendenti Ferrarini dello stabilimento di Langhirano. Lo sciopero avrà luogo giovedì 12 luglio, non casualmente giorno di pagamento degli stipendi.
Le preoccupazioni sono fondate: il gruppo, guidato dall’a.d. Lisa Ferrarini, che è anche vicepresidente di Confindustria, ha urgente bisogno di denaro fresco. Ferrarini Spa ha avuto una forte crescita in questi anni e ha raggiunto un fatturato di 355 milioni di euro/anno, ma in parallelo è cresciuto l’indebitamento sino a raggiunge e superare i 250 milioni, di cui circa 130 milioni nei confronti della ex Veneto Banca (oggi in capo a Sga, bad bank del ministero dell’economia.
La famiglia, sia pure con valutazioni diverse al proprio interno, è disposta a cedere l’azienda mantenendo una quota minoritaria e la gestione operativa. E forse su questo punto si è impantanata la trattativa con Quattro R e Italmobiliare della famiglia Pesenti.