3/3/2018 – Le ultime nevicate, che in alcune località dell’Appennino reggiano hanno superato i 2 metri (rilevati a quota 1500), hanno innalzato il grado di pericolo valanghe in conseguenza dell’appesantimento e della perdita di consistenza della coltre nevosa a causa delle piogge e dell’aumento delle temperature.
I Carabinieri in forza al Reparto carabinieri Forestali Parco Nazionale Appennino reggiano, specializzati nei rilievi Meteomont, hanno intensificato i controlli, e in queste ore stanno rilevando uno strato superficiale poco coeso con quelli sottostanti, con conseguente aumento del pericolo di valanghe anche con un debole sovraccarico.
Nelle aree adibite a piste e impianti da sci, il fenomeno è ampiamente presidiato ed oggetto di interventi di “scarico” del manto nevoso da parte degli operatori del settore.
Secondo i carabinieri pericoli assai più concreti si potrebbero determinare nei prossimi giorni quando, al ritorno delle condizioni di bel tempo, molte persone saranno propense ad avventurarsi nelle zone oltre il limite della vegetazione arborea per effettuare escursioni ed attività sportive in aree non battute con ciaspole, sci, ramponi ecc..
Il servizio Meteomont dei Carabinieri raccomanda, in caso di escursioni al di fuori dei comprensori sciistici controllati, un’attenta valutazione locale del pericolo e consiglia comunque «a tutti gli escursionisti e sciatori» di consultare il bollettino Meteomont (sul sito www.meteomont.org o attraverso l’app Metemont Arma Carabinieri scaricabile gratuitamente), evitare gite di sci alpinismo o escursioni in ambiente innevato, al di fuori dei comprensori sciistici, e da soli; a comunicare ai familiari l’itinerario delle escursioni. Importante è poi «valutare accuratamente le condizioni locali del manto nevoso» e «munirsi del Kit di auto soccorso: pala, Artva (rilevatore di persone travolte da valanghe, ndr.) e sonda».