28/3/2018 – Attacco frontale del direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, Fausto Nicolini, al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che ha annunciato la presentazione di un esposto ai carabinieri per la vicenda della signora incinta di Gatta, costretta a oltre un’ora di ambulanza dalla montagna al Santa Maria Nuova di Reggio perchè, chiuso il punto nascite di Sant’Anna e abolito il presidio ginecologico h 24, l’elisoccorso non si è alzato in volo a causa di un guasto.
In un comunicato firmato genericamente “La Direzione”, l’Ausl unificata scrive che Bini “dimostra una totale assenza di fiducia nella Azienda sanitaria e modalità per lo meno inusuali di richiesta di rendicontare istituzionalmente”.
“Confermiamo la piena fiducia nei nostri operatori che hanno agito in modo corretto nel rispetto dei principi di appropriatezza e sicurezza clinico-organizzativa. Siamo pronti a dare tutte le spiegazioni, con trasparenza e lealtà, in tutte le sedi istituzionali in cui verranno richieste – scrive L’Ausl – Ribadiamo che la cronologia e i tempi delle diverse fasi dell’intervento sono quelli registrati e forniti dal database della Centrale Operativa 118”. Quinti l’avvertimento: l’ausl è pronta ad affrontare Bini ,e chiunque altro esprima giudizi non laudatori, anche davanti al giudice: “Siamo altresì determinati a tutelare l’immagine dell’Azienda e dei suoi professionisti a fronte di ogni tentativo di lederne il prestigio e la fiducia nel rapporto coi cittadini, a fronte di strumentalizzazioni e ricostruzioni dei fatti non veritiere”.
Ad esempio – aggiunge il comunicato di Nicolini – “ribadiamo che il caso specifico non ha riguardato una partoriente, come erroneamente riportato su un giornale e da alcuni successivi interventi di politici, ma una signora alla 24 settimana di gravidanza senza alcun segno di travaglio in atto né tantomeno di parto imminente/precipitoso. Tutto questo per amor di verità e perché anche noi, ben prima del Sindaco Bini, abbiamo accettato di fare questo lavoro per la tutela della salute delle persone che ci sono state affidate”.
uro attacco del direttore generale dell’Ausl di reggio emilia, Fausto Nicolini, al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che ha annunciato la presentazione di un esposto ai carabinieri per la vicenda della signora incinta di Gatta, cosgtretta a oltre un’ora di ambulanza dalla montagna al Santa Maria Nuova di Reggio perchè, chiuso il punto nascite di Sant’anna e abolito il presidio ginecologico h 24, l’elisoccorso non si è alzato in volo a causa di un guasto.
In un comunicato successivo, l’Ausl ha risposto anche al consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte
“In particolare il consigliere Delmonte afferma “La ragazza che sabato stava per partorire ha dovuto patire sofferenze lancinanti…. – scrive in proposito l’azienda sanitaria unificata – Ribadiamo, per amor di verità e a tutela dell’immagine dell’Azienda e dei suoi professionisti, che:
non è vero che si trattasse di una partoriente bensì di una gestante alla 24ma settimana,
la versione di una partoriente è frutto di una notizia sbagliata, non verificata, riportata dal Resto del Carlino di Reggio Emilia del 26 marzo con il titolo “L’elicottero non arriva, dramma per una partoriente”,
si è trattato in realtà, come abbiamo più volte specificato, di una gestante con dolori addominali non imputabili al travaglio, descritti di media entità (non certamente lancinanti) dai professionisti intervenuti e che si sono risolti spontaneamente nel corso del trasporto in ospedale, tanto da non essere più presenti al momento della prima visita ginecologica effettuata all’arrivo a Reggio Emilia.
il fatto che non si trattasse né di travaglio in atto, né tantomeno di parto imminente o precipitoso è stato verificato da subito all’arrivo dell’ambulanza al domicilio e comunicato alla Centrale Operativa 118,
continuare a parlare di partoriente o di parto imminente è una inaccettabile distorsione della realtà che prospetta all’opinione pubblica una situazione che non è mai stata presa in considerazione dai professionisti,
in nessun momento la situazione si è presentata a rischio per la salute di mamma e bambino,
è inoltre vero che i protocolli operativi del sistema dell’emergenza-urgenza escludono il trasporto in elicottero di una gravida con travaglio in atto,
Infine – conclude la direzione Ausl – ” l’epoca di gravidanza (24 settimane) in tutti i casi, anche in corso di travaglio avviato, avrebbe previsto la centralizzazione presso una struttura dotata di terapia intensiva neonatale, per i gravi rischi di complicanze connessi alla prematurità. Quindi anche la presenza di un punto nascita tuttora attivo non avrebbe modificato il percorso della signora”.
L’Ausl insomma, addossa la colpa ai media. Tuttavia, se è vero quanto afferma la direzione Ausl (e non c’è ragione di dubitarne) perchè al Sant’Anna di Castelnovo Monti – che è comunque un ospedale funzionante, nessuno è stato in grado diagnosticare con iscurezza senza bisogno di ricovero a Reggio che i dolori della signora, di media entità, non erano attribuibile a un travaglio imminente o a un rischio d’aborto? Si ammetta almeno che l’abolizione del presidio ginecologico h 24 è stato un errore madornale.