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L’area di via Talami e i misteri della Costruendo
Quando i soldi non hanno odore
Ecco chi guadagnò un milione con una variantina

 di Pierluigi Ghiggini 
2/3/2018 – Negli ultimi fuochi della campagna elettorale bruciano ancora le braci del vecchio affaire dell’area Act di via Talami, con la variante urbanistica approvata nel 2006 (sindaco Graziano Delrio, assessore Ugo Ferrari) che permise il trasferimento delle volumetrie edificabili in zone più pregiate.
L’operazione costudisce in sè almeno un paio di misteri irrisolti: il primo riguarda l’inadempienza dell’azienda trasporti Act che si era impegnata con una lettera del novembre 2008 a cedere gratuitamente l’area di via Talami al Comune, e invece appena un mese dopo ha ceduto la proprietà a un altro soggetto. Il comune, assessore Ferrari, pur essendo a conoscenza della mancata cessione ha egualmente mandato avanti l’operazione stipulando le convenzioni con gli utilizzatori finali delle volumetrie.
L’altro curioso mistero riguarda proprio le volumetrie: esse furono cedute alla società Costruendo Immobiliare di Correggio per la somma di 2 milioni 324 mila euo più Iva, appena sei mesi prima dell’adozione della Variante da parte del consiglio comunale: atto approvato come delibera d’urgenza nel 2007.
Il rogito fu stipulato quando già la Costruendo aveva individuato gli acquirenti finali delle volumetrie che con diversi atti notarili, furono vendute a 3 milioni 245 mila euro.
A conti fatti la Costruendo (ma avrebbe dovuto chiamarsi Prevedendo, dato che ha previsto la futura variante urbanistica come se avesse la sfera di cristallo…) nel giro di pochi mesi ha lucrato un utile dalla compravendita di 921 mila euro.
Chi c’era dietro alla Costruendo? Questa è la domanda che fa da sfondo a tutta la vicenda, e alla quale sinora sono state date solo risposte di facciata.
I lati oscuri della faccenda furono denunciati a suo tempo l’ex consigliere Giacomo Giovannini, e due anni fa i consiglieri M5S tornarono a chiedere chiarimenti, quando i media reggiani parlarono della Costruendo nelle inchieste giornalistiche seguite alla storia della casa di Masone del sindaco Vecchi e di sua moglie Maria  Sergio .
In questi giorni vi è tornato il quotidiano La  Verità, che ha intervistato il candidato della Lega Nord Gian Luca Vinci, mentre i 5Stelle hanno rilanciato con  intervento al vetriolo firmato da Maria Edera Spadoni e Rossella Ognibene, candidate dei 5 Stelle, e da Alessandra Guatteri capogruppo M5S.
Oggi Reggio Report è in grado di dare alcune risposte su chi controllava la società Costruendo, che sul business delle volumetrie di via Talami guadagnò quasi un milione senza colpo ferire.
La Costruendo, capitale sociale di 24 mila euro, fu messa in liquidazione nel dicembre 2010 ed è stata cancellata  nel gennaio 2014.
Nel novembre 2013 il socio principale, con quote per 12 mila euro, era la Trofè srl di corso Matteotti a Torino, mentre il costruttore di Melissa Salvatore Balestrieri, domiciliato a Campagnola, deteneva 4 mila euro di quote. Balestrieri fu anche nominato liquidatore nel 2010: alcuni anni prima, nel 2005, aveva subito anche il sequestro di un complesso di 21 villette nel litorale di Torre Melissa, al confine con Cirò Marina in provincia di Crotone, nell’ambito dell’inchiesta su una lottizzazione abusiva.
Altre quote minori risultavano intestate a Anna Rosaria Giglia, Maria Stella Balestrieri, Rosy Balestrieri e Giovanni Sorrivi.
 In precedenza, sempre nel novembre 2013, la società Spigola srl di Torino aveva ceduto le proprie quote alla Trofè (entrambe avevano sede allo stesso indirizzo di corso Matteotti) , e Giovanni Sorrivi, con studio a Castellarano, aveva acquistato le quote dall’Unione Fiduciaria Spa, che schermata il vero proprietario.
E’ evidente che non solo il costruttore Balestrieri, ma altre entità (una delle quali celata da una società fiduciaria) beneficiarono della bella plusvalenza da circa un milione realizzata in pochi mesi dalla costruendo Immobiliare per la compravendita delle volumetrie edificatorie dell’area Act di via Talami. Forse tali entità erano riconducibili al mondo politico?
E quando il comune di Reggio fece il patto con la Costruendo, poi non rispettato, si preoccupò di accertare chi fossero i veri soci di Balestrieri? Domande che restano in attesa di risposte convincenti.
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I CINQUE STELLE: VIA TALAMI COME TOTO’ E LA FONTANA DI TREVI.  
“Totò vendeva la fontana di Trevi, nel caso delocalizzazioni Act di via Talami ci sarebbero state due vendite: una per il terreno l’altra per la capacità edificatoria. Ma quello era un film, questa è la Peggio Emilia di Delrio e Vecchi.  Questa amministrazione locale, che è al potere dal dopoguerra, scrive comunicati stampa bellissimi…basta leggere un vecchio stralcio che riguarda la delocalizzazione di volumetrie che erano da destinare a luoghi della città diversi da Via Talami, e che dovevano portare come contropartita un’area che il Comune di Reggio Emilia avrebbe accquisito a titolo gratuito. “L’area di via Talami – ha detto l’assessore all’urbanistica Ugo Ferrari – si estende su circa ottomila metri quadrati di superficie utile, fra il deposito-officina di via Talami e l’edificato esistente di Santa Croce. Con il Prg 1999 si decise opportunamente, insieme a diversi altri casi, di non consentirne l’edificazione, per il carico urbanistico aggiuntivo che si sarebbe generato e per la problematica contiguità con l’area ferroviaria. Inoltre, si ritenne giustamente che quella superficie dovesse essere acquisita gratuitamente dal Comune per farne una zona pubblica attrezzata fra ferrovia ed edificato storico”
Ma tra le parole (dei comunicati stampa e degli atti amministrativi che li precedono) e i fatti…passa l’oceano pacifico! Già due anni fa eravamo intervenuti sul tema, ed in precedenza nella precedente consigliatura era intervenuto il consigliere Giacomo Giovannini. L’area che il Comune avrebbe dovuto acquisire gratuitamente non è mai stata ceduta al Comune ! Il perchè lo chiediamo adesso all’ex Sindaco e attuale Ministro Delrio che per anni si è sottratto con lo scudo del Pd ad essere ascoltato in Commissione antimafia su tante questioni legate a urbanizzazioni, visite a Cutro, accompagnamenti di consiglieri cutresi di Pd e Forza Italia dal prefetto, atti di “dimenticanza acuti” (su tutti: ‘Grande Aracri non sapevo che fosse di Cutro’, “Maria Sergio non sapevo fosse di Cutro’ quando firmò atti che attestavano bene il luogo di nascita della sua dirigente nonchè moglie di Luca Vecchi).
Lo chiediamo soprattutto oggi che si scopre dalla stampa nazionale con l’articolo de “La Verità” a firma Antonio Amorosi che l’unico ad aver fatto l’affare in relazione a queste delocalizzazioni sarebbe stata  la società Costruendo Immobiliare srl , con rappresentante persona della provincia di Crotone, con capitale sociale di euro 24 mila e che paga il terreno ad ACT per euro 2.324.000,00…bel colpo!”. Maria Edera Spadoni,  Rossella Ognibene e Alessandra Guatteri
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Una risposta a 1

  1. I.N. Rispondi

    02/03/2018 alle 23:40

    Tutte cose che in commissione tecnica di circoscrizione abbiamo visto varie volte…Solo che noi votavamo sempre contro e spesso in maggioranza con solo il presidente ed una o due persone che votavano a favore…Però poi passavano sempre i loro pareri…Di varianti per strano errori dei contratti fatti dal comune con i proprietari nella nostra circoscrizione uno è stato significativo: Via S.Moretti quasi all’intersezione con via Ungheria anno 1989.Dato un permesso di urbanizzazione di una vasta area di terreni con obbligo di donare al comune una porzione di area per destinazione area verde per giochi etc.
    esproprio con valore di 1500 lire al mq.Dopo qualche anno l’area rimaneva ancora incolta e si è venuto a sapere che il proprietario aveva fatto causa al comune per contratto con qualche strani errori (mai saputi quali…)quindi era tutto bloccato nonostante il comune avesse comprato già i giochi.Il vecchio presidente di circoscrizione aveva sollecitato il comune per far rispettare il contratto perchè nel frattempo il proprietario aveva intascato un sacco di soldi per la vendita delle aree…Niente.Lo stesso proprietario era quello che avrebbe beneficiato di varianti ad hoc per rendere edificabili parecchie aree vicino alla sede della vecchia AGAC ora IREN nonostante l’ ex direttore Cantarelli (costretto poi ad andarsene) fosse nettamente contrario perchè la costruzione di case vicino alla sede sarebbe stata d’intralcio ai suoi mezzi ma non solo…N.B.Le arre sono state tutte vendute ai soliti “altoatesini”…e l’AGAC fu costertta a crearsi una strada fuori legge per far uscire i suoi mezzi da altra parte (e fu creata ad hoc una rotonda specifica)…Ovviamente chi perorava questo con fga in circoscrizione era il solito consigliere “boss” divenuto poi presidente…Un bel giorno i cittadini si ritrovano l’area recintata.Interevenuti i vigili non potevano fare niente perchè l’area risultava ancora privata perchè il comune stava fermo per supposta mancanza di soldi per la causa…Cambio del presidente di circoscrizione: Giochi spostati su un’area privata ed in cambio al proprietario veniva garantito lo sfalcio dell’erba e la manutenzione in modo gratuito da parte del comune…Guarda caso ora l’area risultava troppo piccola per il quartiere…Firme fatte raccogliere ovviamente ad hoc da amici del giro non proprio di Bolzano…(Nel frattempo un’area di via Ungheria ad uso agricolo veniva acquistata da una cooperativa)e la circoscrizione guarda caso diede il benestare al non sequestro dell’area.Ovviamente l’area ora poteva essere venduta dal proprietario.Nel frattempo in comune ritornò a fare da consulente un certo dirigente resp.le che era andato in pensione (epoca Del Rio)molto amico del solito…e l’area fu venduta ai f.lli Rizzo per un miliardo e duecento milioni delle vecchie lire…Per l’area di via Ungheria, ci fu un interessamento sempre del solito noto e fu fatto uno scambio d’area con concessione edificabilità su via Rosselli ed in cambio l’area sarebbe diventata del comune con manutenzione della cooperativa interessata solo che…Ad oggi l’area è ancora ad oggi di proprietà della cooperativa e nonostante “l’alta potenzialità edificatoria” (parole del ” solito noto”)è ancora area verde perchè non ci sono attualmente richieste…Lo stesso ex sindaco Delrio interrogato da un consigliere della lista Baldi che era in opposizione, quando inaugurò in pompa magna l’area verde in campagna elettorale per le amministrative, messo con le spalle al muro disse che l’area non era però del comune…In tutto parliamo di svariati milioni di euro..Al confronto l’area di via Talami è niente…

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