di Pierluigi Ghiggini
2/3/2018 – Il manager reggiano Lorenzo Bagnacani, presidente e a.d. di Ama – la gigantesca azienda rifiuti della città di Roma – è oggetto di minacce per aver licenziato il dipendente Fabio Fiesole, incidentalmente il responsabile aziendale di Forza Italia, che aveva firmato un comunicato nel quale – secondo l’azienda capitolina – aveva affermato “oggettivamente” il falso, in particolare sulla paventata chiusura delle officine riparazioni Ama per ben quattro giorni nel pieno della crisi rifiuti alla vigilia di Natale.

Lorenzo Bagnacani
Come scrive Il Fatto Quotidiano in un ampio servizio, il licenziamento per “giusta causa” è avvenuto il 20 febbraio, e Bagnacani ha presentato una denuncia in Procura per minacce: in particolare per una telefonata, ritenuta intimidatoria, del senatore forzista Francesco Aracri, ma anche per un episodio ancora più pesante: forse solo parole di troppo, ma sintomatiche del clima in cui il manager reggiano deve mandare avanti una macchina con ottomila dipendenti, e soprattutto portare a compimento il piano di risanamento dell’azienda e di ripulitura della capitale dai rifiuti accumulati da anni di gestioni dissennate.
Il senatore Aracri ha telefonato a Bagnacani l’8 febbraio: “Mi arrivano voci che il nostro rappresentante di Forza Italia in azienda sarebbe in odore di licenziamento – così si è espresso il parlamentare uscente, secondo la denuncia presentata dal presidente di Ama – anche quando abbiamo governato noi i responsabili nelle varie aziende hanno espresso valutazioni e critiche, ma a noi non c’è passato per la testa de andà a licenzià sti cristiani“. E aggiunge: “Siamo anche uomini de mondo. La mia telefonata non deve aizzare chissà che cosa, MA SE IL PROCEDIMENTO DOVESSE ANDARE AVANTI, si andrebbe su un percorso, che, non per mia scelta ovviamente, assumerebbe tonalità e caratteristiche diverse”.

Il senatore Francesco Aracri
Bagnacani replica che Fiesole “aveva denunciato fatti palesemente falsi che danneggiano l’azienda”, e dice chiaro: “Lei mi consiglia di non proseguire”. Risposta del senatore: “No, no, io non consiglio niente, ce mancherebbe er Signore. Ma se dovessimo cominciare a parlare di Ama, parleremo di Ama. Il mio non è un consiglio nè una mina, ma è evidente che ci si deve difendere“. La telefonata, come si vede, è insinuante. E infatti, quando scatta il licenziamento, Forza Italia comincia a sparare a palle incatenate su Bagnacani. Il capogruppo in Campidoglio Bordoni e il consigliere regionale Palozzi, sul Messaggero.it , invocano le dimissioni “dell’inefficiente e cialtronesco Bagnacani”. Il quale viene accusato di “atteggiamento dittatoriale” in una nota congiunta di Aracri e Maurizio Gasparri.
Alessandra Guatteri, capogruppo M5S in comune a Reggio, esprime la propria solidarietà al manager reggiano: “Bene ha fatto Bagnacani ,presidente di Ama indicato da Virginia Raggi e manager che non è iscritto al Movimento 5 Stelle a proseguire nel suo operato .Le aziende partecipate sono un bene comune dei cittadini e devono essere gestite da persone di grande competenza che possano operare per il bene dell’azienda e non per rispondere agli interessi dei partiti”.