18/11/2017 – Antonio Ledezma, il sindaco democratico di Caracas per oltre mille giorni imprigionato dal regime di Maduro, è tornato libero.
Era confinato agli arresti domiciliari, con la casa circondata dagli agenti della polizia politica, ma è riuscito a fuggire superando decine di posti di blocco. Ha raggiunto la Colombia in automobile, e ha lasciato l’America Latina. Si è imbarcato a Bogotà su un volo per Madrid, dove è arrivato in mattinata. E’ sbarcato all’aeroporto Barajas, dove ha pronunciato il suo primo discorso pubblico da uomo libero: “Viaggerò in tutto il mondo cercando di diffondere la speranza che i venezuelani possano liberarsi da questo regime, da questa dittatura”, ha dichiarato avvolto in una bandiera del Venezuela.
La figlia Vanessa, che dall’Emilia ha guidato la battaglia internazionale per la liberazione del padre e per il ritorno della democrazia in Venezuela, ha dato l’annuncio con un messaggio a Reggio Report che Antonio Ledezma è libero, ora si trova a Madrid, e che presto verrà anche in Italia.
Vanessa Ledezma, in giornata ha raggiunto il padre in Spagna, ha parlato con Reggio Report mentre si trovava in aeroporto, raccontando come l’alcalde di Caracas sia riuscito a lasciare il Paese. “E’ partito in macchina da Caracas nella notte tra giovedì e venerdì, e ha raggiunto la frontiera con la Colombia dopo aver superato qualcosa come 29 posti di blocco. Si è imbarcato in aereo da Cucuta per Caracas e prima di prendere un volo per Madrid si è messo in contatto con noi,. Nessuno dei famigliari era al corrente della liberazione: è stata una scelta tutta sua, preparata nel massimo segreto”.
“Deve essere chiaro che Ledezma non è scappato, non è in fuga – aggiunge la figlia – Si è liberato dal regime di Maduro, perché i prigionieri politici si liberano da soli. Era ostaggio da 1002 giorni pur essendo una persona onesta, buona e democratica. Ora riprendiamo ina una situazione nuova la lotta per la liberazione di tutti i prigionieri politici e la fine del regime di Maduro, perché i venezuelani non muoiano più per la fame e la mancanza di medicinali”.
Prima di lasciare la Colombia, l’alcalde di Caracas, uno dei principali oppositori di Maduro, ha rilasciato la sua prima intervista a una radio nazionale: “È stata una fuga quasi cinematografica. Abbiamo passato 29 posti di blocco fra guardia nazionale e polizia, ma alla fine sono riuscito a scappare”. E adesso quale destinazione? “Qualsiasi ove mi permettano di lottare per la libertà del Venezuela”.

Il sequestro di Antonio Ledezma ( in pigiama azzurro) da parte della polizia politica, nell’assalto avvenuto quest’estate
“Oggi mio padre Antonio Ledezma è finalmente libero! – Questo il messaggio inviato in mattinata dalla figlia Vanessa – Dopo 1002 giorni di ingiusta prigione e riuscito a liberarsi del narco-regime di Nicolas Maduro. In questo momento si trova a Madrid, sta bene e piu forte che mai. Mio padre inizierà una serie di incontri internazionali, presto verrà anche in Italia”.
Ancora in agosto, Antonio Ledezma era stato prelevato dalla polizia politica e portato in una prigione segreta. E’ stato riportato agli arresti domiciliari solo dopo diverse settimane a seguito delle pressioni internazionali”.
Numerose le reazioni delle personalità antichaviste, come il segretario dell’organizzazione degli stati americani Luis Almagro che twittato la sua soddisfazione.
Si spera che Antonio Ledezma, nella sua prossima visita in Italia, possa essere ospite anche di Reggio Emilia.
Ora comunque potrà essere presente il 13 dicembre a Strasburgo alla seduta solenne del Parlamento Europeo dove verrà insignito del Premio Sacharov insieme ad altrio leader dell’opposizione venezuelana perseguitati dal regime di Maduro.
carlo
18/11/2017 alle 18:17
Sono soddisfatto che sia riuscito a fuggire ed apprezzo la sua tenacia. Complimenti alla figlia Vanessa, del quale il padre deve essere orgoglioso, che ha lottato tenacemente per la sua liberazione ed ha sensibilizzato il mondo intero sul dramma del Venezuela.
Non si può essere insensibili alla tragedia di quel popolo ed alla dittatura di Maduro.
Carlo Baldi