4/11/2017 – Furgoni e auto rubate per bloccare le strade e impedire l’intervento dei carabinieri al fini di riuscire a compiere furti di ingente valore ai danni di aziende e negozi. Colpi studiati nei minimi particolari quelli compiuti in tutto il nord Italia dalla banda della Volvo, così ribattezzata perché tra i mezzi utilizzati per bloccare le strade o sfondare le vetrate vi è sempre una Volvo XC 90. Questa macchina è stata impiegata nel reggiano per sfondare la vetrata del MediaWorld e a San Martino in Rio per bloccare la strada durante un colpo in un deposito di capi d’abbigliamento firmati.
E proprio un “magazzino” della banda della Volvo è stato scoperto dai carabinieri nelle campagne di Taneto di Gattatico: in un casolare in disuso hanno messo le mani su un’ingente partita di refurtiva, del valore di oltre 100 mila euro.
Recuperati migliaia di capi d’abbigliamento per bambini rubati la notte del 24 ottobre alla Snat Logistica di Campegine, centinaia di accessori di pregio in titanio e carbonio rubati la notte del 30 settembre in un’azienda all’ingrosso di componenti per biciclette di Zola Predosa, nel bolognese, e una gran quantità di attrezzature per l’edilizia la cui provenienza è in corso d’accertamento.
Le indagini, coordinate dalla Procura reggiana, ora mirano a risalire sia agli autori materiali dei furti sia al braccio “logistico” della banda, che potrebbe aver base proprio nel reggiano. Nel frattempo sono in corso battute nel territorio provinciale per localizzare altri capannoni usati come magazzini dall’organizzazione criminale.
A Gattatico la refurtiva era stoccata e catalogata, pronta per essere ceduta ai ricettatori.
Il ritrovamento è avvenuto l’altra sera quando una pattuglia dei carabinieri della stazione di Gattatico e del Radiomobile di Guastalla ha incrociato due sconosciuti che alla vista dei militari sono usciti da un casolare abbandonato di Via Bergamina, nella frazione di Taneto, dandosi alla fuga. Mentre numerose pattuglie venivano impegnate nella caccia all’uomo, lìispezione del casolare portava al ritrovamento della refurtiva, il cui valore è calcolato in oltre centomila euro.