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Ma che fatica educare al tempo del web
Paolo Crepet officia a FestaReggio

26/8/2017 – “Il coraggio di educare al tempo del web” è il tema dell’incontro clou di FestaReggio, sabato 26 agosto, col  noto psichiatra e psicoterapeuta Paolo Crepet, insieme alla deputata PD Vanna Iori, docente universitaria e membro della bicamerale Infanzia e adolescenza. L’appuntamento è alle ore 21 in Piazza Grande.

Esperto in tematiche familiari e infantili, Paolo Crepet nel 2016 ha pubblicato il libro Baciami senza rete, edito da Mondadori. Lo psicanalista compie un’analisi libera da pregiudizi della condizione dell’individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device?

Paolo Crepet

Paolo Crepet

Tutti dobbiamo fare i conti con questa svolta epocale che è la rivoluzione informatica perché ci siamo dentro e ne stiamo vivendo in pieno l’attraversamento. Il web è diventato il nostro mondo quotidiano e accompagnerà i cambiamenti relazionali delle nuove generazioni. Già ora tutti (genitori e figli, anche nonni) usano i social, ma non tutti sono consapevoli dell’uso corretto e dei pericoli.  La cyberdipendenza è in aumento in tutte le età e classi sociali. Lo smartphone come baby-sitter è sotto i nostri occhi. C’è una competenza tecnologica che i nativi digitali acquisiscono in fretta, ma c’è anche una competenza relativa all’uso corretto della rete che richiede una consapevolezza più profonda e difficile.

È quindi importante non demonizzare uno strumento che comporta grandi vantaggi. Nato per avvicinare e velocizzare, il web è però solo uno strumento: spetta a noi la responsabilità dell’uso che ne facciamo. Il confine virtuale/reale e online/offline è sempre fluttuante perché la rete ha effetti nella vita che possono essere anche molto dolorosi e drammatici. Si tratta allora di acquisire competenze, prima di usare o lasciare usare con leggerezza agli adolescenti facebook, twitter, instagram. La rete è una grande strada che può diventare anche una barriera omologante. Per questo, prima di tutto, viene l’educazione. Tutto è nell’educazione.  Accettare le sfide della rete oggi richiede più che in passato il coraggio di educare, per attraversare questo guado tecnologico senza perdere umanità.

 

 

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