10/8/2017 – Una folla di amici e estimatori si è stretta alla moglie e ai figli, oggi pomeriggio nella cappella del Santa Maria Nuova, per l’ultimo saluto al pittore e scultore Nani Tedeschi, spirato a 78 anni a causa di una malattia.
Tedeschi era uno degli artisti più amati dai reggiani e anche tra i più noti a livello nazionale e internazionale. Indiscusso maestrop del disegno, davvero come pochi, aveva ritratto papi (Giovanni XXIII come Giovanni Paolo II) e grandi personalità, delle politica e della cultura riuscendo sempre a fare emergere i tratti dell’anima. Famosi i suoi ritratti di Pier Paolo Pasolini, Bettino Craxi, Sandro Pertini, Luciano Ligabue.
Viveva e lavorava con la moglie Manuela in un casolare immerso nella campagna di Pratofontana, che la coppia aveva trasformato in una casa d’artista, con una grande libreria e uno studio- laboratorio- spazio espositivo che occupavano quasi interamente l’edificio storico.
Apprezzato a livello internazionale per la sua mano felice e lo stile inconfondibile, aveva esposto in numerose città italiane, europee e americane.

Il vescovo Massimo Camisasca lo ha ricordato oggi con un messaggio diffuso poco prima dei funerali: ” Con la scomparsa di Nani Tedeschi viene meno un amico degli uomini e della vita. Un uomo che ha saputo catturare un’infinità di volti nei tratti semplici e indovinati della sua penna e della sua matita – ha scritto il vescovo di Reggio Emilia –

I funerali di Nani
Tedeschi nella cappella dell’ospedale Santa Maria Nuova
Penso al suo volume su don Giuseppe Dossetti, sulla Commedia dantesca, sull’Apocalisse, penso ai miei primi incontri con lui sulle pagine del Giornale di Montanelli, quando mai avrei pensato di poterlo conoscere. Penso ai cavalli che hanno abitato l’ultima stagione della sua vita, segno del suo incontro con il Mistero.
A lui tutti dobbiamo un’immensa gratitudine. Alla sua sposa e ai figli la nostra vicinanza e il nostro affetto”.

Nel suo messaggio di condoglianze, il sindaco di Reggio Luca Vecchi ha ricordato come il disegno, la pittura e l’incisione abbiano rappresentato per Nani Tedeschi “una scelta di vita che ha sostituito, dopo il conseguimento della laurea in medicina, quella di medico, e che tradotta in un costante impegno lo ha condotto ad un primo importante riconoscimento nel 1972, alla 36esima edizione della Biennale di Venezia, e ad una intensa attività di illustratore, sia di testi letterari (“Eneide”, “Orlando Furioso”, “Le avventure di Pinocchio”), sia di quotidiani (“Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “Il Sole 24 Ore”).
Conosciuto in Italia e all’estero, ha partecipato a numerose iniziative promosse da gallerie e centri espositivi a Vienna, Berlino, New York e Tokyo, allestendo mostre personali in prestigiose sedi storiche nazionali, tra cui Palazzo dei Diamanti a Ferrara, Palazzo Braschi a Roma e Castello Sforzesco a Milano.

Le sue opere, caratterizzate da un uso personale e ineguagliabile del tratto grafico e del colore – ha sottolineato Vecchi – sembrano trarre origine da un’atmosfera surreale e sognante che accomuna le produzioni poetiche, narrative e pittoriche di molti artisti “padani”, da Zavattini e Cavazzoni a Ligabue e Ghizzardi.

Nani Tedeschi, ritratto di Sandro Pertini
Nella casa di Nani a Pratofontana, immersa nella campagna e in un tempo che pareva essersi fermato, le lancette dell’orologio ora si sono davvero arrestate, ma dal fondo bianco dei suoi fogli, come un ricordo dal sogno, emergeranno per sempre le teste di falchi e tigri, i volti indimenticabili di personaggi quali Papà Cervi, Nenni, Pertini e Pasolini, insieme ai reggiani Henghel Gualdi e Luciano Ligabue”.