di Mauro Del Bue
27/8/2017 – Domani, lunedì 28 agosto, ci recheremo ancora al cimitero di Casalgrande, alle ore 17 e 30, per un ricordo di Umberto Farri in occasione del settantunesimo anniversario del suo omicidio. Sono stati tre gli esponenti politici che hanno sempre voluto ricordare il sindaco socialista in ogni ricorrenza: Alberto Simonini, legato politicamente alla persona di Farri, che al congresso socialista del marzo 1946 aveva sostenuto la mozione di Giuseppe Saragat, Giuseppe Amadei, che per tanti anni ha tenuto commemorazioni nel cimitero di Casalgrande e che mai è voluto mancare, in qualsiasi parte d’Italia e del mondo si trovasse, e io stesso, che proprio nel 1990 diedi avvio, con la celebrazione di Farri, al confronto storico e politico sul dopoguerra reggiano, amplificato dal Chi sa parli di Otello Montanari. Prendo atto che quest’anno l’amministrazione di Casalgrande ha voluto ricordare il suo vecchio sindaco nel giorno del suo martirio. E’ un fatto nuovo e positivo.
Come Egisto Lui, sindaco di Reggiolo, che venne ferito nel gennaio dello stesso anno da due sicari rossi, anche Farri era un socialista riformista, legato a Saragat e a Simonini. Una specie di nemico del popolo, lui che era già stato sindaco del suo comune prima dell’avvento del fascismo e che aveva subito la violenza del regime. Difficile ipotizzare che delle centinaia di ammazzati per ragioni politiche nell’immediato dopoguerra a Reggio (Il prefetto della liberazione parla di mille morti solo nel 1945, lo storico comunista Magnanini di oltre quattrocento, ma può essere che vi includano anche quelli dei giorni dell’insurrezione, che furono tuttavia meno di quelli del dopoguerra) solo quello di Farri sia stato un delitto comune.
Amarezza anche per quel che è accaduto dopo il 1990. Eravamo a pochi mesi dalla caduta del muro di Berlino e dalla successiva svolta della Bolognina. Il Pci aveva deciso di cambiar nome e di aderire alla Internazionale socialista. Alla fine i post comunisti riusciranno a salvarsi e così i post fascisti del Msi. I socialisti no. Il muro era caduto in Italia dalla parte sbagliata?
I partiti democratici ci misero del loro, con errori gravi. Eppure in questi ventisette anni l’Italia è peggiorata, dal punto di vista economico e della partecipazione democratica. Viene da rimpiangere anche l’epoca travagliata e dolorosa ma densa di forti ideali di 71 orsono e cosi pure quella di 27 anni fa, quando le tensioni politiche erano ancora cosi vive. Viene il dubbio che oggi non siamo costretti solo a ricordare la morte di Farri, ma anche quella della politica che una volta si riteneva maestra di vita.