1/7/2017 – La paura fa novanta e ti trasforma in un pollo da spennare, soprattutto se hai la coscienza un po’ sporchina. Così un quarantenne del reggiano è caduto nella trappola di un finto carabinere che lo ricattava a causa di presunti contatti con una minorenne su chat erotiche. E’ successo a Poviglio, dove i carabinieri, quelli veri, hanno denunciato un 40enne e sua madre di 70 anni, entrambi della provincia di Cosenza e con precedenti specifici, per truffa in concorso e usurpazione di titoli per l’uomo.
Ad aprile la vittima era stata contattata al telefono da un sedicente militare, che si è presentato come responsabile di indagini su una chat erotica con una minorenne. La vittima, probabilmente frequentatore di chat dove forse i truffatori avevano ottenuto i suoi dati, aveva versato sulla postepay della 70enne prima 400 euro necessari, secondo il falso carabiniere, per l’acquisto di un nastro magnetico necessario a cancellare il contenuto della chat, poi altri 2.500 euro per spese legali e processuali, acquisto di bolli e per evitare l’interdizione. Quando ha compreso, tardivamente, di essere vittima di una truffa, il reggiano è andato dai carabinieri di Poviglio, dove ha presentato denuncia.