24/7/2017 – In altri tempi lo avrebbero definito “marchettone del Pd”, oggi più educatamente lo si chiama grosso contributo alla cultura. Nondimeno il fatto resta clamoroso: la Regione guidata dal compagno Bonaccini ha stanziato la cospicua somma di un milione e cinquecentomila euro in tre anni a favore della Fondazione delle Scienze Religione Giovanni XXIII fondata dal compagno Alberto Melloni, storico della Chiesa di primissimo piano, editorialista di grido, docente all’Università di Modena e Reggio, una delle teste migliori del centro sinistra, presenza obbligata in trasmissioni, interviste, tavole rotone e convegni, e anche manager impareggiabile quando si tratta di attingere a provvidenze della mano pubblica (anche europea) dagli sponsor privati.
Una cifra opulenta, che istituzioni culturali di quel livello e forse superiore neppure si sognano, che ha suscitato non poche perplessità a livello politico e soprattutto ha fatto insorgere la consigliera regionale Silvia Prodi, eletta nel Pd e ora transitata a Mdp, fra l’altro nipote di Romano Prodi di cui il professor Melloni è (o era) stretto osservante. La settimana scorsa la delibera della Giunta Bonaccini è approdata alla commissione Bilancio dell’assemblea legislativa di via Aldo Moro, e Silvia Prodi ha votato contro lo stanziamento
«Non è giustificabile che la Regione destini 1,5 milioni di euro di soldi pubblici a un unico soggetto, quando tanti istituti virtuosi faticano a far quadrare i bilanci», ha dichiarato.
Loredsna
24/07/2017 alle 19:50
Maiali clericali!
Fausto Poli
24/07/2017 alle 21:58
Quale perimetro per quest’azione ?
Penso che il paragone con Don Camillo e Peppone sia molto vicino.
Articolo1 che riprende la costituzione, quindi un partito per il popolo, ma siamo sicuri che in fondo, insieme al federatore Bersani, battezzati da Romano Prodi, non sia un nuovo partito che stara’ sempre dalla parte dei Signori ?
Mi sembra da come ho letto l’articolo, che, la burocrazia operaia, ne giovera’ ben poco.
Diverso se quei soldi, passati e lavorati finanziariamente dalla fondazione Melloni, non finissero per abbassare qualche tassa. Ecco l’utilita’.
Carlo Baldi
25/07/2017 alle 09:58
Apprezzo sempre di più la consigliera Silvia Prodi. Almeno qualcuno ha il coraggio di dire quello che molti pensano.
Luca Tadolini
25/07/2017 alle 16:31
Cultura di Regime PIDDì in Emilia ed a Reggio. un Milione e mezzo di Euro alla fondazione dell’amico di Prodi ( del Pd) Melloni. Dalla guerra per bande all’interno dell’ultrasettantennale potere PciPdsDsPd emerge l’ultima puntata della cultura di Regime di Sinistra imposta a suon di Milioni di Euro. Poco importa che si sia passati a pagare le strutture di politica culturale legate alla setta\fetta di Democrazia Cristiana confluita nell’ex Pci. Tantissimi Euro sono già stati votati in Regione anche a favore dei soliti noti apologeti delle formazioni staliniste partigiane. Come il Milione di Euro, lo scorso Novembre, per la “Memoria del Novecento”, ovviamente vista attraverso le lenti ed i filtri di storici di partito, filo comunisti. Giustamente, visto che il Piddì se l’è ormai mangiato la ex DC, ecco che ora la vagonata di soldi pubblici si riversa anche sulla fazione “bianca” del Partito della Sinistra di Regime.
Contemporaneamente, bombe contro le Librerie ed i Centri culturali della Destra, come la bomba a Gennaio a Firenze, dove un poliziotto ha perso un occhio, o l’incendio a Modena al circolo culturale Terra dei Padri prima della presentazione di un libro sui crimini partigiani di Gianfranco Stella, storico cattolico, ma non di regime. Per non parlare degli ordini del giorno contro il “revisionismo” – cioè la storia raccontata aggiungendo i crimini comunisti e disobbedendo alla vulgata marxista leninista stalinista del Novecento -. Come quello votato dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia dieci giorni fa. E nella repressione del libero pensiero dell’opposizione, che in un Regime di Sinistra di 70 anni è naturale sia anche di Destra, si ritrovano insieme tutte le sette\fette del Regime PciPdsDsPdRcPdciMpd e si sente anche frinire qualche grillino reggiano che non ha il coraggio di quello parlante del Collodi.
Luca Tadolini
Centro Studi Italia