di Mario Guidetti*
27/6/2017 – Al tavolo politico-letterario Ernest Hemingway di Puianello si è discusso dei “richiedenti asilo dei quali solo il 5-7% è nelle condizioni di ottenerlo” e sul fatto che, guardandosi intorno, nella classe politica non hanno visto gli statisti di un tempo che sapevano togliere il Paese (la Patria) dalle difficoltà.
Al tavolo nutrono riserve e diffidenza sui vaticini che si leggono in rete, del cosiddetto “Piano Kalergi” ovvero un <ipotetico progetto, studiato a tavolino dall’élite mondialista, per distruggere l’Europa tramite una spaventosa e insostenibile immigrazione afro-asiatica>.
Nondimeno è vero che quasi tutti gli analisti oggi sono concordi nell’affermare che l’esodo biblico a cui assistiamo in questi anni è in parte dovuto a guerre, povertà, cambiamenti climatici, fame e oppressioni, ma in parte è organizzato, anche con la finalità di un’occupazione culturale e religiosa dell’Europa. Non si capisce, del resto, come una massa di disperati come quella che a milioni si muove verso l’Europa possa disporre di somme per i passaggi in mare e l’attraversamento dei deserti, che anche molti europei non hanno in tasca. Senza considerare che tremila euro, per un arabo o un siriano o un nigeriano, equivalgono a trentamila in Europa!
A valle di tutto questo c’è il fallimento storico delle politiche di integrazione, sin dai tempi delle invasioni barbariche: la fine dell’impero romano cominciò quando le legioni furono date in mano, in buona parte, ai Goti.
Verità storica è che mentre la “politica senza Statisti, sulla base di imperativi progressisti ed umanitari, subisce e boccheggia, <turpi> gnomi della finanza si ingrassano”.
Quelle persone e gli organizzatori della manifestazione chiedevano conto del motivo per cui, a fronte dei 427 profughi previsti dal protocollo Anci-Governo, in citta’ ne siano presenti 1.095. Interrogativo rilanciato poi dalla consigliera Cinzia Rubertelli (Alleanza civica) che con un ordine del giorno urgente ha richiesto la convocazione di una commissione per discutere della questione, La risposta dell’assessore alla Citta’ internazionale Serena Foracchia: “la distribuzione territoriale dei richiedenti asilo non dipende dal Comune, ma dalla Prefettura” (risposta pilatesca, della serie “noi non abbiamo colpe – ciapà so – prendi su – è il Governo).
Nel confermare che all’eterogeneo tavolo Hemingway già avevano reso note le proprie conclusioni sulle cause e sulle responsabilità dei dottor Stranamore che hanno portato alla attuale crisi geo-politica mondiale con conseguenti turbe e business migratorio , ritengono che l’Italia, paese non belligerante ed “umanitario per antonomasia”, di tale crisi ne stia subendo le conseguenze più nefaste con ripercussioni sociali ed economiche ancora per poco irreversibili.
Proprio perché è un paese non belligerante ed “umanitario per antonomasia”, l’Italia può e deve impegnarsi sul piano internazionale indicando soluzioni. Ma per fare questo, ci vuole coraggio e determinazione, quel coraggio e determinazione che solo gli Statisti hanno. E, come detto, di Statisti non ne abbiamo. L’ultimo, checché nei dicano i “falsi garantisti” è stato Bettino Craxi, <assassinato da quel ben noto stupratore della lingua italiana e da colui che ha violato impunemente la Costituzione> (su tale valutazione non vi è parere concorde da parte dei membri del tavolo Hemingway)
Parere concorde vi à nell’indicare ad un preagonico Parlamento ed agli ignavi e pilateschi Sindaci, cosa dovrebbero fare:
Questo, nel rispetto delle vere <leggi umanitarie> dovrebbe fare l’Italia, la nostra Patria.
I “Ministri” del tavolo Hemingway, da “nessuno qual sono” offrono la propria riflessione alle “intelligenze” (si fa per dire) dei vari partiti. Non importa di quale “colore” sono. E’ in gioco il destino del mondo. Questo non è motivo sufficiente per superare le ideologie od i “colori”? Al tavolo Hemingway ritengono di sì.
Al tavolo Hemingway rispettano quelle Associazioni che il 1 luglio daranno vita ad una “controfiaccolata” – dissentono però sul fatto che questa sarà “contro il razzismo fomentato dalla retorica della paura”. E no, care Associazioni, permettevi di dire che le vostre sono affermazioni divisive e non obiettive su un problema planetario al quale occorre rispondere con “unità di intenti”. Al tavolo Hemingway ci abbiamo provato. Ci abbiamo provato ed attendiamo di conoscere le vostre concrete proposte; concrete, non solo “aulicamente buoniste” .
*portavoce del Tavolo Hemingway