5/6/2016 – “Abito in una tenda canadese vicino al Pd, ma in caso di alleanza con Forza Italia posso infilarla nello zaino e spostarmi”. Con una metafora in stile scoutistico, Romano Prodi ha lanciato il suo avviso a Renzi: questa legge elettorale porterà inevitabilmente a un’alleanza con Berlusconi, la scissione di Bersani non mi è piaciuta, ma io sono pronto a rompere col Pd.
E’ la sostanza del messaggio, politicamente una bomba, che il Professore di Scandiano, ex premier, ex presidente della Commissione Ue e soprattutto l’unico che a centro-sinistra sia riuscito a battere il Cav, ha affidato questa mattina alle colonne del Fatto Quotidiano.
Prodi comincia con un giudizio stroncatorio della nuova legge elettorale ispirata al proporzionale tedesco: “”Con la legge in discussione ci si obbliga a cercare alleanze fra partiti con diversità inconciliabili: vi è un’infima possibilità di un governo stabile: la conquista della maggioranza assoluta.”. Ma in queste condizioni sarebbe una pia illusione.
Poi il passaggio chiave: “Non ho dedicato la mia vita politica a costruire alleanze con obiettivi talmente disomogenei da diventare improduttivi”. E ricorda appunto, nonostante sia stata un “errore” la scelta di Bersani della scissione, un’alleanza tra Renzi e Berlusconi lo porterebbe su sponde lontane dal Pd.
La conseguenza è lampante: dato che la legge alla tedesca si farà e che per fare il governo sarà inevitabile una grande coalizione (come del resto è accaduto in Germania), Prodi indica per esclusione una sola strada possibile (per lui): l’alleanza tra i dem e il movimento “antisistema” di Grillo.
Naturalmente questo il Professore non lo dice nell’intervista al Fatto di Travaglio, ma è evidente dove voglia andare a parare quando striglia ben bene proprio Beppe Grillo: “I suoi spettacoli mi piacevano molto. Mi sottopose un paio di volte i suoi testi teatrali, si documentava con rigore sull’esattezza delle battute di economia. Poi è andato per la sua strada fino alla politica. Una cosa è fare teatro, un’altra è governare”. Di conseguenza “ll rischio – precisa Prodi – è l’indefinitezza della proposta: come si fa a prendere decisioni se non si hanno principi che siano di destra o di sinistra? La forza di Grillo è non avere radici, ma questo produce il rischio di non avere linea di governo”. Conclusione: Grillo si sbrighi a mettere insieme un programma di governo, e si vedrà. E se tale compromesso dovesse fallire, Prodi è già pronto a guidare un quarto polo alternativo.
Fausto Poli Taneto
05/06/2017 alle 16:32
Citano sempre Renzi che e’ fuori rosa.
Al referendum gli han votato contro
Perche’ mai citarlo sempre.