di Matteo Iori*
Leggendo la dichiarazione di Grasselli, del comitato Reggio Est Sicura, che invita le destre a non mettere il
cappello sulla fiaccolata contro l’accoglienza di migranti, restiamo stupiti. Davvero si pensava che una
manifestazione del genere non fosse facilmente strumentalizzata da chi, da sempre, cerca di parlare alla
pancia della gente per soffiare su paure e pregiudizi a scopi puramente elettorali? La fiaccolata è stata
organizzata per chiedere al Comune una “più equa distribuzione dei migranti e soprattutto lo stop
nell’accoglienza di altri richiedenti asilo“; in pratica non accoglietene più e non mettetene troppi a “casa
nostra”. In fin dei conti non c’è nulla di nuovo; come sempre è l’effetto NIMBY (“Not In My Back Yard”: “non
nel mio cortile”). E’ come dire: siamo consapevoli che ci siano dei bisogni ma noi non vogliamo avere dei
disagi dalla cura di bisogni che non ci riguardano direttamente.
Sappiamo che molti profughi muoiono nel
viaggio e tutti comunque rischiano la vita per raggiungere l’Europa; sappiamo che in tanti scappano dalla
guerra, molti da violenze, ingiustizie o da situazione senza prospettiva mentre noi non abbiamo mai visto
neppure un breve conflitto; sappiamo che in Nigeria l’aspettativa di vita è di 52 anni mentre in Italia è di 83
e la mortalità infantile da noi è del 3,9 per mille e in Nigeria è del 74 e che se fossimo noi ad avere dei bimbi
cercheremmo di crescerli in luoghi che diano loro più possibilità. Sappiamo queste e altre cose, ma perché
dovremmo avere dei disagi per accogliere altre persone quando non abbiamo nulla da guadagnarci?
Essenzialmente perché: è la cosa giusta. Perché è giusto aiutare chi ha bisogno; perché duemila profughi
nella nostra provincia sono un “peso” che certamente possiamo sopportare; perché Reggio Emilia ha
sempre avuto una cultura di accoglienza e disponibilità che l’ha caratterizzata. Siamo consapevoli che ci
siano situazioni complesse da gestire e che in alcune zone l’accoglienza migranti si assomma ad una alta
presenza di popolazione straniera già presente, ci rendiamo conto che vedere tante persone di colore senza
esserne abituati possa mettere a disagio qualcuno, capiamo che sentire odori di cucine straniere possa
infastidire altri, o che il senso di sicurezza percepita possa calare nonostante i dati dimostrino che la
sicurezza reale non cala; ma pensiamo che nessuna di queste cose giustifichi una fiaccolata del genere che
ovviamente sarà anche strumentalizzata. E al contrario il Forum del Terzo Settore di Reggio Emilia, che
rappresenta circa mille enti fra Associazionismo, Volontariato e Cooperazione, pensa che Reggio Emilia
debba continuare nella sua tradizione di prossimità, non rinunciare a costruire accoglienza con le comunità
e che dovremmo essere fieri di poter salvare e aiutare queste persone.
*Portavoce del Forum Provinciale del Terzo Settore di Reggio Emilia