3/6/2017 – Diverse centinaia di persone hanno partecipato questa mattina, sotto il sole a picco, alla “processione di riparazione” indetta dal Comitato Beata Scopelli contro il Gay Pride di Reggio (il corteo con i carri allegorici parte alle 15 da via IV Novembre, davanti alle stazione).
Numerose le delegazioni arrivate da fuori Reggio e molti i giovani nella processione aperta da una decina di sacerdoti e chierici: uno, l’officiante, in piviale viola, gli altri in cotta “d’ordinanza” come prescritto dagli organizzatori. La Diocesi ha fatto il vuoto intorno all’iniziativa dei cattolici tradizionalisti: fra i sacerdoti era presente don Bellei di Modena, già intervenuto pubblicamente in difesa dell’iniziativa, ma nessun reggiano.
La processione di riparazione alla partenza da piazzale Duca D’Aosta
Eppure, nonostante il clima di isolamento, hanno sfilato più di trecento persone: un successo e una vittoria del Comitato Scopelli, come del resto era facile prevedere, e di quelli che il vescovo Athanasius Schneider ha definito “cristiani coraggiosi”.
La processione si è dipanata da piazzale duca d’Aosta per oltre un’ora di preghiere per la salvezza delle anime “specialmente quelle più bisognose dell’aiuto di Dio” e litanie in latino, secondo il rito tridentino. Sosta e preghiera di dedicazione davanti al sagrato della Basilica della Ghiara, con molti partecipanti in ginocchio, quindi litanie e il canto del Christus Vincit lungo viale Garibaldi sino alla chiesa del Cristo: in piazzale Roversi la processione si è conclusa con il Vogliam Dio e la recita dell’atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù formulata da Pio XI.
Numerosi i curiosi e le persone che hanno scattato fotografie, parecchi di opinone diametralmente opposta, ma tutto si è svolto in un clima di raccoglimento e di rispetto, senza contestazioni (salvo qualche isolata invettiva). Tutt’al più risolini e ammiccamenti, con il poeta Stefano Raspini, noto mangiapreti, a tallonare il corteo in bicicletta con una Barbie nuda nel cestello. La sensazione è che molti siano rimasti colpiti dalla recita dell’atto di riparazione e dall’ondata di fede che per un’ora ha attraversato il centro della città.
Davide
03/06/2017 alle 20:16
Nemmeno un islamico. Sarà solo colpa del Ramadan? Cime mai De Lucia non ha esteso l’ invito anche agli islamici reggiani? Avrebbero potuto esprimere anche loro un forte messaggio di solidarietà al Pd e alla comunità gay. Questo silenzio mi fa pensare male…
Garbi Maria Antonietta
04/06/2017 alle 00:06
Una Bellissima pacifica dimostrazione che la vera dottrina puo cambiare i cuori assopiti e confusi
Francesco G.
04/06/2017 alle 11:43
Non esistono i cristiani coraggiosi….esistono i cristiani o i non cristiani. Il cristiano è testimone cioè, in greco, martire.
Marcantonini Sonia
04/06/2017 alle 17:25
Dovrebbero organizzare momenti simili in ogni città….
Angelo
05/06/2017 alle 09:33
Bello purtroppo non ne ero a conoscenza
Terry
05/06/2017 alle 12:28
Direi piuttosto:
Cristiani coerenti con l’amore verso il prossimo.