“Per quanto concerne la richiesta proveniente dai soci prestatori di istituzione di un fondo risarcitorio, questo ministero conferma la disponibilita’ e l’interesse ad affrontare la tematica evidenziata nelle sedi politiche e istituzionali a cio’ deputate, anche in coordinamento con le altre istituzioni competenti sulla materia”. Con le parole del sottosegretario Sesa Amici arriva dal governo una prima, cauta apertura sul risarcimento ai soci delle grandi cooperative che hanno perso il prestito sociale, spesso i risparmi di una vita, nei crac delle cooperative edilizie, in particolare Unieco e Coopsette.
Sesa Amici, sottosegretario ai rapporti col Parlamento, ha risposto questa mattina in aula a Spadoni. Ha aggiunto però che resta “di fondamentale importanza che il socio acquisisca la consapevolezza che, da un lato, con l’adesione al prestito sociale finanzia l’attivita’ di impresa della cooperativa di cui fa parte e si assume il relativo rischio e, dall’altro, che l’unica garanzia per le somme conferite e’ rappresentata dal patrimonio della societa’ poiche’ allo stato attuale non sono applicabili al prestito sociale le tutele tipiche del sistema bancario, anche in termini di vigilanza”. Anche se, “com’e’ noto, in seguito all’emergere di criticita’, Banca d’Italia e’ intervenuta sulla questione, operando la revisione della regolamentazione in essere”, conclude Amici.
Insomma, se da un lato c’è “disponibilità”, dall’altro è dubbio che si possa procedere a favore dei prestatori come nel salvataggio degli obbligazionisti di banca Etruria.
Nondimeno, Maria edera Spadoni si dichiara “soddisfatta del fatto che, dopo il mio intervento in Aula di questa mattina, il Governo abbia espresso la propria disponibilità ad istituire un fondo risarcitorio analogo a quello previsto dal cosiddetto decreto salva banche che intervenga nel caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa” dichiara la deputata reggiana del M5S Maria Edera Spadoni”.
Fausto Poli Taneto
26/05/2017 alle 22:22
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