20/5/2017 – “La discarica di Poiatica è sempre stata gestita correttamente”. Torna ad affermarlo il gruppo Iren con una nota ufficiale, evidentemente in risposta (ma senza citarlo) alle affermazione del sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini rilasciate davanti alla commissione parlamentare Ecomafie, a proposito dei discussi appalti affidati a ditte poi coinvolte in procedimenti antimafia, alla presa di posizione della deputata 5 Stelle Maria Edera Spadoni (“Le parole di Bini sono pietre”). Sulla discarica in territorio di Carpineti, è noto, sta indagando la Direaizone distrettuale antimafia di Bologna a partire da un fascicolo trasmesso per competenza dalla Procura di Reggio Emilia. E anche a questo il comunicato accenna in modo indiretto.
“Sulle recenti notizie e indiscrezioni in merito alla gestione dell’impianto di interramento controllato di Poiatica, Iren tiene ancora una volta a ribadire come la discarica sia sempre stata gestita seguendo le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e le indicazioni degli organi di controllo – scrive la multiutility – Il conferimento dei rifiuti in discarica è sempre avvenuto nei limiti quantitativi e qualitativi previsti nei provvedimenti autorizzativi e i rifiuti sono sempre stati conferiti esclusivamente negli orari di apertura dell’impianto sotto il presidio e la supervisione della società anche attraverso un sistema di monitoraggio con videocamere.
Gli interventi nell’impianto sono sempre stati affidati nel rispetto delle norme italiane ed europee che governano l’affidamento dei lavori e delle forniture”.
Giovanni Azionista
19/05/2017 alle 15:59
Organi istituzionalmente competenti significa tutti, compresa la commissione antimafia. Quindi, caro Direttore, non faccia dietrologie.
Dal comunicato di Iren mi è parso di capire piuttosto che i processi non li può fare Reggio Report o la Gazzetta di Reggio, anche se gli piacerebbe molto ….
Pierluigi
19/05/2017 alle 17:14
Noi processi? Ce ne guardiamo bene. Anche perché c’è troppa gente che vorrebbe vedere sotto processo giornali e giornalisti, sognando la Turchia di Erdogan: a Reggio in proposito ne abbiamo visto delle belle, anche da parte del democraticissimo Comune.
In quanto alla sua osservazione, la invito a leggere con maggiore attenzione il comunicato di Iren, che parla di “Organi Istituzionalmente competenti al controllo dell’impianto e delle operazioni ad esso connesse”, quindi organi di tipo tecnico amministrativo (tipo ausl, vigili del fuoco etc. etc.). Come vede, Iren non intedeva affatto riferirsi alle commissioni parlamentari. Mi spiace, ma l’osservazione di Reggio Report è pertinente. Si faccia coraggio e lo ammetta.
waterboy
19/05/2017 alle 17:40
Le pietre ce l’ha in testa Maria Edera Spadoni.
Agac/enìa/iren avranno tanti difetti, ma pensarli in un qualche modo volontariamente collegati con soggetti mafiosi fa ridere.
Il problema qui è la politica grillina basata sul niente e la smania di protagonismo (Bini.
Alessandro Raniero Davoli
19/05/2017 alle 21:08
Interessante comunicato. I papaveri di IREN, Roberto ing. Paterlini in testa, dovrebbero conoscere bene “come” è stata gestita la discarica, per esempio la multa di trentamila euro comminata dal Corpo Forestale, per quale irregolarità gestionale è stata fatta? Ma sotto il coperchio delle “omissioni” di IREN, c’è ben altro. Diversi anni fa un’ispezione a sorpresa della Polizia Provinciale scopri che i registri non erano aggiornati da tre mesi. I camion entravano a tutte le ore e nessuno controllava ne’ il peso ne’ la provenienza ne’ il tipo di rifiuto conferito. E parlate di telecamere? Il rapporto del sovrintendente A. L. fu presentato al comandante A. M. e poi … fini in un cassetto. L’agente fu spostato al controllo della caccia e della pesca. Sono questi i controlli “degli organi istituzionali” che piacciono ad AGAC-ENIA-IREN?
Tempo fa mi ha avvicinato un sottufficiale dei CC, G. M. dopo il mio articolo sulla radioattività a Poiatica, per stringermi la mano e per confidarmi candidamente che “loro” sanno da anni che la discarica di Poiatica è radioattiva. Lascio ai lettori capire chi sono questi “loro”! Capito bene come stanno le cose a livello delle istituzioni? Per non parlare dei controlli di ARPA Piacenza, con uno strumento obsoleto e non più certificato dall’istituto metrologico tedesco, e mentendo anche sulla taratura dell’altro utilizzato come dimostrato dalle mie foto dell’etichetta applicata sulla sonda. E per non tacere delle modalità utilizzate, in “integrazione” che facendo una media di tutte le rilevazioni non trovavano mai i “punti caldi”, con radioattività abnorme. E ci voleva un cittadino comune, non un fisico nucleare, a mostrare che la discarica ha la febbre? Ma andare a fan c… no? Saluti. Alessandro Raniero Davoli
Abcde
19/05/2017 alle 21:32
Chi e come è stata garantita la qualità del biostabilizzato, se nemmeno il sindaco di Carpineti ha mai saputo riferire ai comitati ambientalisti da quale impianto provenisse? E che dire della valutazione dell’ Indice di Respirazione Dinamico che Arpa non ha mai effettuato per il biostabilizzato, perché ne è priva della strumentazione l’ intera Regione Emilia Romagna? E i fanghi? Da dove arrivavano? Iren autocertificava tutto…. Di quali controlli stiamo parlando? Nemmeno ci sono per contrastare le consulenze d’ oro che poi vanno caricate sulle bollette dei reggiani, figuriamoci il resto!
Abcde
19/05/2017 alle 21:39
Iren… una collezione di appalti chiacchierati e amicizie pericolose da far drizzare i capelli…La commedia dovrebbe essere ormai all’ ultimo atto, ma nella grande Repubblica delle mafie difficile arrivare alla verità!
Giovinastro
20/05/2017 alle 13:14
Intanto Iren ha il titolo che vola in borsa e distribuisce utili e dividendi. La vostra é solo invidia: alto si leva il belato del grillino sfigato.