
6/5/2017 – Una città invasa da migliaia di persone, soprattutto giovani, feste dappertutto, ristoranti e bar aperti sino a notte: uno spettacolo nello spettacolo, quello offerto ieri sera da Reggio Emilia per la serata inaugurale delle dodicesima edizione di Fotografia Europea. Code e ressa negli spazi espotivi “canonici” (dai chiostri di San Pitro a Palazzo da Mostro, a palazzo Magnani che da quest’anno è anche il centro organizzativo), folla in via Roma per la full immersion in decine di mostre e incontri con fotografi e artisti, accoglienza scintillante a Ruote di Sogno e dovunque vi fosse un appuntamento con una delle 400 iniziative del circuito Off.
di Giulia Cherubini
5/5/2017 – Con l’intervento del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini (che a partire dalle 11 alla Cavallerizza presenta il “piano strategico” nazionale per la fotografia) prende il via oggi, venerdì 5 maggio, la dodicesima edizione di Fotografia Europea, uno degli eventi più rilevanti che porta Reggio Emilia un passo avanti dal punto di vista culturale e organizzativo.
Il tema di quest’anno è “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”.
Grande opening alle 18 ai Chiostri di San Pietro, e alle 19 l’apertura di tutte le mostre, fino alle 23, e, solo per stasera, un’apertura gratuita dalle 19 alle 21.
Da non perdere le mostre sull’atelier di Gianni Berengo Gardin, “Paul Strand e Zavattini”, e di maestri come Joan Fontcuberta e Baron Wolman.
Reggio è diventata un punto di riferimento e una sorta di capitale italiana della fotografia anche grazie a questo festival che parte dalle nostre radici e cresce di livello di anno in anno, ramificandosi e fruttificando fino a generare progetti speciali come il Circuito Off.
Numerose e di rilevanza le collaborazioni offerte alla città per sviluppare l’evento, tra cui la Fondazione Must di Bologna, la Fondazione Fotografia di Modena, la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, la Csac (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma) di Parma, e altre. Durante la conferenza di ieri è stata sottolineata l’importanza del valore del Circuito Off, che offre quest’anno oltre 400 mostre, consentendo una coesione e una partecipazione collettiva all’interno della città, permettendo un importante progetto culturale.
«Fino a 7 anni fa – afferma Luca Vecchi, sindaco di Reggio – si era alzato un dibattito dove alcuni sostenevano un eccessivo investimento di soldi nel progetto di Fotografia Europea. Di contro noi ci siamo intestarditi e abbiamo proseguito e, continuando, siamo cresciuti, riuscendo a consolidare le vittorie dell’anno precedente e migliorando di anno in anno. E’ questo un festival che nasce grazie alla professionalità del comune e ai numerosi e validi aiutanti. Con orgoglio mi sento di affermare che Fotografia Europea è diventata, in questi dodici anni, un’occasione di socialità e di cultura capace di animare centro storico e quartieri e un momento in cui i reggiani anche grazie all’Off espongono i propri lavori in una rete virtuosa che mette assieme centinaia di residenti, commercianti, associazioni e artisti, alcuni dei quali alle prime armi, altri più conosciuti ed affermati».
«La prefettura partecipa anche quest’anno – continua Raffaele Ruberto, Prefetto di Reggio – per il terzo anno di fila. Noi siamo ospiti di questa città e ci teniamo a donare a nostra volta qualcosa di prezioso a Reggio, offrendo la possibilità di ammirare gli interni dei palazzi ed aderendo al Circuito Off, valorizzando così anche le esperienze di fotografi giovani e non ancora affermati. Reggio non è un santuario, bensì una città con una cultura diffusa e vissuta: vogliamo valorizzarla».
«E’ la prima gestione che parte dal Palazzo Magnani – parla Davide Zanichelli, Presidente della Fondazione Palazzo Magnani – ed è stato fatto un salto organizzativo importante. Sono di grande valore le iniziative culturali e di spettacolo che ci prefiggiamo, anche con iniziative nei chiostri durante l’estate. Cercheremo comunque di accrescere sempre di più il valore dei lavori, coadiuvanti dal comitato scientifico di quest’anno».
«Abbiamo pensato tante mostre – concludono Elio Grazioli, Walter Guadagnini e Diane Dufour, il comitato scientifico Fotografia Europea 2017 – ma il lavoro l’hanno fatto gli altri. In quest’edizione le mostre e i lavori sono tutti diversi e ci saranno parecchie sorprese per il pubblico».
Una commistione di attualità e storia, come riporta anche il leitmotiv della XII edizione “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”, che racchiude insieme passato, presente e futuro.
Le tappe
Il percorso di Fotografia Europea si svolgerà in un iter che prevede famose tappe reggiane: Palazzo Magnani (corso Garibaldi 29), i Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro 44/c), i Chiostri di San Domenico (via Dante Alighieri 11), il Palazzo da Mosto (via Mari 7), le mostre di Via Secchi, 11 e della Galleria Parmeggiani (corso Cairoli 2), il Palazzo dei Musei (via Spallanzani 1), il Museo di Storia della Psichiatria (via Amendola 2), lo Spazio Gerra (piazza XXV aprile 2), Biblioteca Panizzi (via Farini 3).
LE MOSTRE DI FOTOGRAFIA EUROPEA
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