18/5/2017 – E’ morto a Milano Daniele Piombi, il noto conduttore televisivo Rai: aveva 84 anni. Era uno dei reggiani più famosi d’Italia. Il ‘Signore della TV” era malato da tempo e a diffondere la triste notizia è stata la sua pagina ufficiale Facebook: ‘Oggi, la Televisione italiana ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti. Il Signore della TV ci ha lasciato. La sua straordinaria eleganza e la sua ineguagliabile classe continueranno a vivere nei ricordi di chi lo ha amato e conosciuto. Ciao Daniele, fai buon viaggio’.
Daniele Piombi, nato in provincia di Bologna, era reggiano a tutti gli effetti. Era partito proprio da Reggio Emilia e dall’indimenticabile stagione del Marabù per una carriera fulgida e ricca di soddisfazioni. Il suo stile e la sua voce inconfondibile lo avevano reso celebre a livello internazionale. Aveva fondato nel 1961 il premio Regia televisiva (per il quale non più tardi dello scorso anno aveva fatto causa alla Rai) e, a Reggio, aveva fondato insieme all’amico Sandro Gasparini la casa editrice Olma del rotocalco Tuttoreggio.
Cordoglio è stato espresso dal Comune di Quattro Castella, dove Daniele Piombi aveva aperto ben 13 edizioni del Corteo Matildico, l’ultima nel 2015, in veste di banditore.
“L’Amministrazione comunale e l’associazione “Comitato matildico” nell’esprimere le più sincere condoglianze ai famigliari, intendono onorare il ricordo di Daniele Piombi nell’edizione 2017 del Corteo in programma la prossima settimana, dal 26 al 28 maggio.”
LAVITA E LA CARRIERA *
Daniele Piombi nacque a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, il 14 luglio 1933. Suo padre fu un istruttore del Ministero della pubblica istruzione mentre la madre era una professoressa. Aveva anche un fratello, divenuto un noto avvocato. Dopo aver frequentato le scuole elementari a San Pietro, si trasferì a Reggio Emilia, a causa del lavoro del padre. Qui frequentò il liceo, poi si iscrisse alla facoltà di scienze politiche dell’Università di Firenze, avendo come docente di storia Giovanni Spadolini. Nel 1967 conobbe Mirella, sposata il 6 giugno 1980.
Il suo amore per il giornalismo e per lo spettacolo risale agli anni dell’università quando iniziò ad esibirsi in riviste studentesche. Deve il suo ingresso nel mondo dello spettacolo all’incontro con un impresario modenese che gli offrì di presentare una tournée dei sei cantanti in gara al Festival di Sanremo 1956: Luciana Gonzales, Clara Vincenzi, Franca Raimondi, Tonina Torrielli, Ugo Molinari e Gianni Mazzocchi, che si esibirono per tutta l’Emilia Romagna.
In quella occasione fu notato da Gian Stellari, il quale lo invitò a fare un provino alla RAI di Torino, dove gli fu chiesto di improvvisare una telecronaca..
Nella seconda metà degli anni cinquanta si trasferì a Milano, dove si realizzavano i maggiori programmi di successo dell’epoca. In questo contesto ha esordito ventiduenne nel programma televisivo Viaggiare, trasmesso dalla Rai nel 1955, condotto in coppia con Renée Longarini, che ha segnato l’inizio di una lunga carriera televisiva e radiofonica, abbandonando definitivamente le ambizioni da giornalista. Il programma, in onda il lunedì sera dopo un film, era una rubrica che informava i telespettatori (o teleabbonati, come allora si chiamavano), sugli orari dei treni, sui nuovi itinerari che offriva l’Alitalia, sulle possibili mete turistiche italiane ed europee, racconti di viaggio, e vari resoconti di manifestazioni locali che si svolgevano in tutto il Paese..
Da quel momento gli vennero anche affidate molte trasmissioni dell’ultimo dell’anno, rassegne e manifestazioni estive, spesso correlate all’ambito del turismo.
Successivamente, il suo nome si è legato a molte importanti manifestazioni canore della televisione italiana: il Cantagiro, Un disco per l’estate, il Festival di Napoli, di cui ha condotto quattro edizioni per la RAI e due per Napoli Canale 21, con la denominazione Festival della Canzone Napoletana e Nuove Tendenze, Piccola ribalta, trasmissione musicale della RAI di cui ha condotto sei edizioni, l’edizione del 1967 del Festivalbar, presentata in coppia con Vittorio Salvetti, e i collegamenti dal Casinò per tre edizioni del Festival di Sanremo, nel 1980, 1982 e 1983.
Nel 1960 ha inventato il Premio Regia Televisiva, manifestazione che attribuisce i cosiddetti Oscar TV, l’equivalente televisivo del premio David di Donatello per il cinema, del Premio Ubu per il teatro, e del Festival di Sanremo per la musica, in Italia. Il longevo programma, da lui condotto a partire dal 1961, partito dall’hotel Astoria di Reggio Emilia, si è svolto negli anni a Salsomaggiore Terme, Sanremo e Giardini Naxos. Dal 1969 al 1984, il premio fu anche promosso sulle pagine di TV Sorrisi e Canzoni, all’epoca diretto da Gigi Vesigna, affiancando così il premio della critica a quello dei lettori. La rivista sponsorizzò il premio fino all’acquisizione di quest’ultima da parte di Silvio Berlusconi, abbandonandolo in favore del neonato Gran Premio Internazionale dello Spettacolo.
Nel 1980 ha preso parte al controverso C’era due volte diretto da Enzo Trapani, programma con Ilona Staller in cui rivisitava in chiave ironica e dissacrante le favole più celebri. Nel 1982 ha condotto il varietà Due di tutto dello stesso regista, dove al presentatore veniva chiesto di fare il verso a sé stesso, con improbabili collegamenti da luoghi termali con finti personaggi dello spettacolo, dimostrando una buona dose di autoironia.
Negli anni successivi ha condotto numerose trasmissioni legate alla musica come Canzoniere italiano e Anteprima Sanremo, e dopo essere stato commentatore per la RAI dell’Eurovision Song Contest 1988, nel biennio 1988–1989 ha condotto due edizioni della manifestazione canora Napoli prima e dopo.
Nel 1990 ha interpretato un presentatore, facilmente identificabile in se stesso, ne I promessi sposi de Il Trio (Marchesini-Solenghi-Lopez). Nel biennio 1992–1993 ha condotto due edizioni della manifestazione benefica Telethon. Nel 1994 ha condotto da Sanremo la trasmissione di Rai 3 Sanremo romantica, insieme a Marco Vigiani.
Nell’estate del 1995 ha presieduto una giuria di vip nella trasmissione di Rai 1 Stelle sull’acqua, condotta da Carmen Russo e Nino Frassica. Nel 1998 ha condotto su Rai 1 Linea bianca, programma dedicato alle località montane italiane.
Il suo più recente impegno televisivo si è svolto per Rai International, dove ha realizzato dieci puntate sul Made in Italy, dedicate agli stilisti, alla moda di gioielli e pelletterie italiani e, nello stesso periodo, ha realizzato il documentario L’itinerario di Colombo nella Repubblica Dominicana, venduto in tutto il mondo.[8]. A partire dagli anni duemila, la sua attività televisiva si è concentrata esclusivamente sull’ Oscar TV, che ha continuato a condurre annualmente, limitandosi per il resto a partecipare come ospite in vari programmi
A partire dagli anni settanta Daniele Piombi, ha alternato alla conduzione di programmi RAI, molte esperienze sulle prime emittenti televisive private, per le quali, nel periodo di loro maggiore affermazione e diffusione, ha condotto anche cinque trasmissioni alla settimana.
È apparso su Telebiella, la prima televisione privata italiana, nella prima metà degli anni settanta, e successivamente ha condotto alcuni programmi musicali su TV Koper-Capodistria, emittente slovena che trasmetteva anche in lingua italiana.
Successivamente lavorò per Teletna, emittente catanese per la quale ha presentato ogni giovedì sera il programma Strapiombando, trasmissione fiume che iniziava alle ventuno e terminava alle due del mattino. L’emittente ed il programma erano visti in tutta la Sicilia, in Calabria e in parte della Tunisia. In un’intervista, Daniele Piombi dichiarò: fu un successo incredibile, in quelle zone riuscimmo a battere Mike Bongiorno e la Rai.
Successivamente lavorò per l’emittente bolognese Telesanterno, dove ha condotto per cinque stagioni Ed è subito sabato, un talk-show inframezzato da quiz, dove intervenivano ospiti del mondo dello sport, della politica, del teatro e della canzone, per la regia di Giampaolo Gulmanelli]
Per Tele Monte Penice, emittente di Pavia, captata in quasi tutta la Lombardia ed il Piemonte, ha condotto Slot machine e Controtestata, due quiz musicali da lui stesso ideati. I programmi erano entrambi curati da Ruggero Muttarini: due concorrenti venivano interrogati su domande inerenti notizie apparse sui quotidiani della settimana, idea ripresa in seguito anche da Mike Bongiorno per il programma Flash in cui proponeva domande basate sull’ attualità e tratte da notizie dei maggiori quotidiani.
Per Antennatre Lombardia ha condotto Effetto spettacolo ed Effetto concerto. L’attività sulle reti private è proseguita anche negli anni ottanta: Dal Teatro Politeama, ha condotto per un’edizione (nel 1981), del Festival della Canzone Napoletana e Nuove Tendenze, insieme ad Adriana Russo e Enzo Berri, su Napoli Canale 21.
Su Telelombardia (allora Telelombardia 1) ha condotto Giovedì alle nove, trasmissione curata nuovamente da Ruggero Muttarini, e successivamente Martedì otto ½, per la regia di Roberto Valentini. In questi programmi, Piombi intervistava personaggi della politica, della cultura, dello sport, e dello spettacolo, in un clima colloquiale ed intimo, antesignano di molti programmi di la a venire.[13].
Nel 2012 è stato ospite nel programma televisivo 80 nostalgia, in onda in syndication in tutta Italia. Sempre su queste reti, sono andati in onda molti spot pubblicitari su Telenova, realizzati da Piombi per aziende locali.
Durante le prove del Festival di Sanremo 1967, fu raccolta da Daniele Piombi e trasmessa da Radio Montecarlo, l’ultima intervista a Luigi Tenco, a poche ore dal suo suicidio, avvenuto la stessa notte, nella quale il cantautore descriveva la canzone che avrebbe cantato di lì a qualche ora (Ciao amore ciao), dicendosi pure certo di vincere il Festival[19][20].
È citato in una battuta del film I pompieri di Neri Parenti, quando il personaggio Alberto Spina (Christian De Sica) dice: Se non lo fai muori: devi dare un bacio in bocca con la lingua a José Luis Moreno o a Daniele Piombi. Tu, onestamente chi sceglieresti? Io, messo alle strette, Piombi!.
È citato anche da Oronzo Canà (Lino Banfi) ne L’allenatore nel pallone quando, per protesta contro la scarsa campagna acquisti del presidente della sua squadra, la Longobarda, lo inserisce nella rosa dei titolari. Fu spesso imitato da Alighiero Noschese, mettendo in evidenza il suo modo di fare, raffinato e sbadato.
*da Wikipedia
Fausto Poli Taneto
18/05/2017 alle 18:35
Presentatore dotato di molto carisma. Buon viaggio.
Michele de finis
19/05/2017 alle 16:18
Ciao Daniele!